HOUSE OF DEM

21 Aprile Apr 2015 1345 21 aprile 2015

Pd, non sfasciare tutto l'Italicum proprio ora

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La telenovela sempre meno appassionante dei problemi in casa Partito democratico ha avuto la consacrazione del suo declino nella serata in cui Michele Santoro se ne è impossessato.
Ho stima e affetto per Pier Luigi Bersani, al di là delle sue attuali posizioni politiche, e mi ha messo a disagio vederlo attorniato da soloni (e solone) che sembrava fossero più interessati a misurare la distanza di Bersani da Matteo Renzi, piuttosto che ai contenuti del dissenso del primo sulle scelte di governo e non solo del secondo.
SI DEVE CAMBIARE PASSO. Ho sostenuto e votato la Riforma costituzionale e quella elettorale, perché sono convinta che si debba cambiare passo e superare la crisi di rappresentanza fra cittadini, partiti e istituzioni.
Sono una maggioritaria convinta, e avrei preferito una legge elettorale con i collegi uninominali, magari con primarie obbligatorie per legge.
Ma le idee si realizzano se si hanno alleati. Potete capire dunque quanto sia strano sentir evocare le preferenze come unica strada per far partecipare gli elettori alla scelta dei candidati e degli eletti.
Tutto al maschile neutro plurale, ovviamente. Perché mi si dovrà spiegare come si attua la parità fra uomini e donne fra gli eletti se ci sono le preferenze.
DEMOCRAZIA IMPERFETTA. Mi si dice che le preferenze saranno doppie, una per genere. E se ci si coalizza per votare la stessa donna, che succede? Che la donna che segue sarà eletta con meno voti rispetto al candidato maschio, ma lo supererà.
Boh, la democrazia è proprio imperfetta.
In secondo luogo non si vogliono i capilista bloccati. E perché mai? Mettiamo che si decida di candidare un/una professionista, non iscritta al Pd.
Che facciamo? Lo/la sottoponiamo alla mannaia degli elettori assieme a tutti gli altri aspiranti candidati, così magari prende pochi voti ed è già cavallo zoppo come capolista, perché esce primo/a l’espressione del territorio in cui si svolgono le primarie, degnissima persona, si spera almeno, visti i recenti incidenti di percorso?
PREFERENZE RISCHIOSE. Insomma, le primarie non sono sempre utili, e non lo sono nemmeno necessariamente le preferenze, che come è noto, si organizzano, e talvolta con metodi non precisamente ortodossi, come dimostra la storia politica italiana, col suo fardello di questione morale irrisolta.
Ma ora tutto rischia di precipitare con la “ sostituzione” dei dissidenti in Commissione e l’annuncio di un possibile “Aventino” da parte della minoranza.
Nessuno basta a se stesso, tanto più in politica, dove comprendere le ragioni dell’altro è linfa vitale per il pluralismo. Vale per la minoranza e per una maggioranza che deve cercare fino alla fine soluzioni condivise. È difficile, lo so, e forse non è nemmeno giusto, ma rompere tutto significherebbe vanificare il grande lavoro di questi mesi.
PERICOLO PARALISI. E sono combattuta fra la necessità di decidere e l’obbligo morale di farlo insieme a tutto il Pd. Siamo dunque al Comma 22, un paradosso logico che può portare alla paralisi? Le prossime ore ci diranno. Spero che la notte porti saggezza, e soprattutto che chi la possiede la usi.