HOUSE OF DEM

27 Maggio Mag 2015 1239 27 maggio 2015

Regionali ed Europa: non molliamo adesso!

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Matteo Renzi.

La settimana prima del voto è per definizione gravida di incognite.
A quelle caserecce, che producono presumibilmente notti insonni a candidati e relativi comitati elettorali, si aggiunge l’aplomb mediatico dei leader, che vanno di fioretto con l’avversario, ma preferirebbero di gran lunga usare la sciabola e finirla lì, metaforicamente parlando.
Persino il campione del ricevimento del pomodoro in faccia, Salvini, si passa una mano di civiltà e, fra un insulto e l’altro, immagina un futuro di alternativa a Renzi. Addirittura.
NODO ALLEANZE. Resta da capire con quali alleanze, visto lo squagliamento di Forza Italia: forse con i fittiani, in predicato di abbandono del Berlusca, o con quest’ultimo, che però non mi pare così disperato da cedere lo scettro al nuovo leghista che cambia, o meglio che si cambia e mentre lo fa si fa fotografare a petto nudo con la cravatta.
Povero Bossi, ne ha prese tante a suo tempo solo perché slacciava il primo bottone della camicia per allentare la morsa della cravatta! Si direbbe evoluzione della specie.
TIVÙ, CHE NOIA. Alleanze e programmi: il tormentone di ogni campagna elettorale si palesa nei faccia a faccia televisivi che, a furia di essere veloci perché così impongono i tempi del mezzo, diventano noiosi, perché non si coglie un ragionamento che sia uno, ma in compenso si è inondati da liste della spesa che, per l’imposta brevità, sono un po’ tutte uguali.
Ma il giornalista sorride adrenalinico, le tifoserie applaudono non appena vengono inquadrate, e i candidati sono felici del passaggio televisivo.
E tanto basti, in una televisione attenta allo share più che ai contenuti.
RENZI INESAURIBILE. In tutto questo il nostro inesauribile, va detto, Renzi, camicia bianca d’ordinanza, abbronzatura da comizi e incontri con le popolazioni locali, combatte su tutti i fronti e modula il messaggio in modo da renderlo sempre rassicurante, e fa bene, visto che ne succedono di ogni.
La lunga marcia delle riforme avanza, la restituzione ai pensionati pure, e ora ci si mette anche l’Europa, a rischio di naufragio nelle acque agitate della solitudine italiana nel Mediterraneo e dei furbetti dei governi europei che non desiderano che il migrante da noi soccorso metta piede nei loro Paesi.
VADE RETRO AUSTERITY. Un’Europa che con le ultime elezioni non intende parlare la lingua dell’austerità Merkel style, con la Grecia che non vuole pagare il debito - non abbiamo soldi, dicono, tutto qui - e con la vittoria dei Podemos spagnoli che invocano un cambio di rotta della politica del continente.
Se a questo aggiungiamo la svolta a destra della Polonia, il ritorno dei nazionalismi autoritari come in Ungheria, il referendum della Gran Bretagna e il rischio concreto della sua uscita dall’Unione europea, possiamo guardare al futuro con la stessa inquietudine con la quale ci svegliamo da un sogno che da bellissimo si trasforma in incubo.
CAMBIAMO QUESTA UE. Europeisti, non molliamo! Piuttosto cambiamola questa Europa troppo dei mercati e troppo poco delle persone, restituiamo alla politica il primato sulla finanza, riequilibriamo fra il Nord e il Sud, ritroviamo la missione culturale dell’accoglienza e della solidarietà fra i popoli.
Oltre il sogno c’è la realtà. È nelle nostre mani.

P.s. Piccola vittoria. L’Istituto autodisciplina pubblicitaria, Iap, ha sanzionato e fatto ritirare la pubblicità di cui avevo scritto.
Lo dico anche al signore che ha twittato che allora si devono coprire anche le gambe del tavolo.
È il caso di dire: se ne faccia una ragione.