HOUSE OF DEM

4 Febbraio Feb 2016 1616 04 febbraio 2016

Sala, il mio endorsement per un vero civil servant

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Per dirla coi Peanuts, mancano pochi giorni al compleanno di Beethoven, cioè alle primarie del centrosinistra milanese.
Fervono i preparativi, dove andare a votare è spiegato bene, anche se non tutti sanno dove trovare la spiega. Andate online e troverete. E chi non va online? Speri nell'organizzazione territoriale... ma vada comunque a votare! I milanesi sono intelligenti, e ce la faranno.
I toni, malgrado i tentativi di questa o quel candidato - di più la prima - di innescare provocazioni, restano tutto sommato bassi, e lasciano gli entusiasmi a tifoserie operose più che urlanti, in perfetto stile ambrosiano.
Che io voterò Beppe Sala è cosa nota, e va da sè che invito tutti a fare altrettanto.
SERVE UNA PERSONA ONESTA E FATTIVA. Non stiamo scegliendo un leader politico, non è il congresso del Pd, non si tratta di elezioni politiche nazionali, e nemmeno regionali.
Stiamo scegliendo la persona che si batterà per diventare sindaco di Milano, e che dunque deve avere caratteristiche adatte all'obiettivo.
Primo requisito: essere onesto, capace, fattivo. Niente ideologie, ma concretezza.
Secondo: sapere cosa fare e come farlo, con tenacia e visione della città.
Terzo: essere consapevole che Milano è la città delle opportunità, ma deve essere sempre più la città delle pari opportunità fra tutti i cittadini, mantenendo quel tono medio che ha fatto scrivere ad Alberto Savinio, nel suo bellissimo 'Ascolto il tuo cuore, città', che Milano é la città che non esclude né consacra privilegi e disagi.
Quarto: se quanto sopra è vero allora il sindaco deve avere il coraggio di andare verso i diritti superando la carità pelosa, e unire la città in nome di un solidarismo municipale che includa a pieno titolo la parte più povera, quella con meno risorse materiali e immateriali, a partire dall'accesso alla conoscenza, alla lingua italiana per le persone straniere, che sono persone, non dimentichiamolo.
Quinto: saper tenere insieme presente e futuro della città, perché ciò che si fa oggi disegnerà ciò che sarà domani.
IL MIO ENDORSEMENT PER SALA. «Capirai che a novembre noi dobbiamo pagare quel che maggio promette e giugno ci può dare», canta Herbert Pagani, nella bellissima Lombardia, che è casa mia, come lo è Milano, città metropolitana, sempre avanti, sempre a cambiare con il mondo che cambia. Cioè sempre moderna.
Beppe Sala a mio avviso ha tutti i requisiti richiesti per svolgere bene la missione di sindaco, che non è un lavoro, e nemmeno un incarico politico, e neppure un pallottoliere che fa fare bene i conti, ma è una figura di civil servant, di servitore civile, a disposizione dei cittadini e della sua città.
Beppe Sala lo sa fare, Beppe Sala sindaco lo farà.
Votiamolo con fiducia, speranza, allegria.