HOUSE OF DEM

1 Marzo Mar 2016 1418 01 marzo 2016

Unioni civili, il Pd non rinuncia a farsi del male

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Passate le acque della prima lettura delle Unioni civili mi aspettavo commenti che riconoscessero che, malgrado lo stralcio della stepchild adoption, l'Italia aveva fatto un bel passo in avanti nella civiltà del rispetto delle persone e delle coppie, etero e omo.
E invece giù una gragnuola di critiche, alcune delle quali Made in Pd, che lasciano in secondo piano i contenuti della legge per avventurarsi sul ben più facile terreno della polemica politica. La cosa importante non è l'approvazione in Senato di una legge attesa da 30 anni, ma i voti di Verdini. E dunque a congresso!
TUTTI OSSESSIONATI DAL CANGURO. Facciamoci del male ancora una volta dai! Che tanto il Pd regge a tutto, come se i giorni passati a discutere, a mediare, perché ricordo che in politica contano i numeri e non solo le nobilissime opinioni, a trovare soluzioni che prima di tutto ci tenessero uniti, siano stati un passatempo per distrarci dal vero obiettivo, il presunto cambio di maggioranza. Ma si può?
Chiariamo. Il disegno di legge a prima firma Cirinnà è arrivato in aula dopo uno sfinimento di discussioni nella Commissione giustizia, e c'è arrivato senza relatore, il che significa che l'incertezza sugli esiti regnava sovrana.
Sono stati presentati una caterva di emendamenti. E come se non bastasse una parte del gruppo Pd ne ha presentati alcuni in palese contrasto con il testo Cirinnà, testo da me sottoscritto, e lo dico con fierezza. Poi c'è stato il canguro di Marcucci. Ma se un abitante non dico della Lapponia, non dico di altri mondi, anche solo un texano avesse letto che il Senato decide sulla sorte del canguro, il canguro divide il Pd, ucciso il canguro di Marcucci, la Lega contro il canguro, che idea si sarebbe fatto della politica italiana? Minimo avrebbe pensato che si stesse discutendo di una guerra commerciale con l'Australia, o peggio che i politici italiani passino il loro tempo a colpire o difendere gli animali, o che essi stessi, scoperto che Marcucci è un senatore, siano allevatori di bestie, più o meno simpatiche.
In breve: i 5 stelle dopo averlo tenuto in vita colpiscono il canguro, la Lega e le altre opposizioni esultano, all'urlo di morte al canguro! Il Pd, va detto, ci resta tanto male, non perché animalista, ma per l'ovvia conseguenza che i voti non ci sono e che non resta che procedere emendamento per emendamento. Ovvero non fare la legge, perché troppi trabocchetti, voti segreti, accordi trasversali più o meno dichiarati.
SULLA STEPCHILD SCELTO IL MALE MINORE. Il gruppo Pd di fronte al pericolo ritrova l'unità ma non il buonumore. Si decide di procedere con la fiducia, stralciando la stepchild. Scegliamo il male minore e Renzi per raggiungere l'obiettivo dell'approvazione mette addirittura sul piatto il governo.
Più di così..... Ma neanche questo basta. Alfano e la Lorenzin si esibiscono in sceneggiate d'altri tempi, l'uno proclamando che abbiamo evitato di andare contro natura, l'altra sproloquiando sugli orrori dell'utero in affitto.
Chiariamo. L'utero in affitto, o meglio la pratica della maternità surrogata è già vietata in Italia dalla Legge 40, articolo 12 comma 6. Anna Finocchiaro ha presentato una mozione che ho firmato per impegnare il governo a intervenire nelle sedi internazionali per la messa al bando di una pratica che sfrutta il corpo delle donne a fini commerciali.
Resta da capire che fare dei bambini nati con questa tecnica. Roba da poco, no? Non una parola da parte degli alleati di governo, per i quali l'importante è vietare. Dopo si vedrà. Peccato che all'utero in affitto ricorrono prevalentemente coppie eterosessuali, alla faccia del contronatura.
UTERO IN AFFITTO, SERVE APPROFONDIRE. Forse vale anche la pena per decidere con umanità di distinguere fra utero in affitto e maternità surrogata da parte di una sorella, per esempio, nei casi di asportazione dell'utero e impossibilità a diventare genitori. Forse vale la pena, prima di decidere, di approfondire il rapporto fra scienza e diritto, fra possibilità offerte dalla prima e limiti imposti dal secondo. E i bambini? A loro continuerà a pensare la Magistratura, decidendo caso per caso sull'adozione. Almeno fino a che non ci sarà una legge come si deve su tutte le adozioni, una legge che abbia al centro i diritti dei minori a crescere in una famiglia che li ami e sappia crescerli nella stabilità delle relazioni affettive, che come è noto non discriminano in base agli orientamenti sessuali. I diritti dei bambini sono diritti umani universali, e a noi sta la responsabilità di affermarli.
Di fronte a temi così giganteschi mi sarei aspettata voglia di capire, di approfondire per deliberare in modo informato, invece di ricominciare con le rivendicazioni di un successo che per alcuni è tale perché dimidiato, per altri é dimezzato perché inquinato da voti sgraditi, per altri ancora è addirittura dannoso in direzioni opposte: perché viola il sacro valore della famiglia, perché non lo cambia a sufficienza.
Strano Paese il nostro. Alla fine gli opposti si uniscono. Aveva dunque ragione chi nella Democrazia cristiana parlava di convergenze parallele? Ci penso e un brivido mi scorre lungo la schiena. Non è il freddo milanese. È che faccio parte della generazione del 'Non moriremo democristiani'. Generazione di dinosauri, o di profeti?