HOUSE OF DEM

9 Giugno Giu 2016 1322 09 giugno 2016

Agli astenuti dico: votate Sala, fatelo per Milano

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La sala dell'Energolab (a Milano anche i nomi sono un po' particolari) va riempiendosi di giornalisti e relative attrezzature.
Fa un bel caldo milanese, umido dopo i giorni di grande pioggia. Un enorme cameraman mi preclude la vista, e dire che sono anche arrivata in anticipo, una rarità, per prendere posto.
Sta per iniziare la conferenza stampa di Beppe Sala, il giorno dopo, dopo che hanno parlato tutti, in ossequio all'understatement a cui il nostro ci ha abituati.
I dati sono noti: un punto in più per Sala. Dunque, ballottaggio con Parisi.
I TONI ESTREMI NON PAGANO. Possiamo discutere sulle percentuali, ma il risultato era ampiamente atteso.
Il centrodestra unito fa, e Berlusconi doppia Salvini, a dimostrazione di una vitalità indomabile, ma anche della predisposizione dell'elettorato a rifuggire dai toni estremi, come peraltro dimostrano i risultati dimessi dei Cinquestelle e della lista di Basilio Rizzo, per non parlare dei Radicali.
Il nostro Beppe, l'uomo che risolve problemi, come lui stesso ama definirsi, è alle prese con il primo dei rompicapo: come scaldare i cuori dei milanesi, come far tornare al voto per lui un certo numero di quelli che stavolta non si sono recati alle urne, come motivare e rimotivare i suoi elettori fedeli.
NESSUNO VUOLE PERDERE. Ma non finisce qui: il nostro candidato sindaco preferito deve rimodulare una visione della Milano del futuro e aprirsi al contributo della lista di sinistra sinistra, quella di Rizzo per capirci, e magari occhieggiare ai Radicali e sperare che il voto pentastellato sia in libertà.
Ma soprattutto deve togliere di mezzo quella coda di veleno che lo fa apparire indietro, mentre è avanti. Ma cosa ci aspettavamo? Il trionfo con la resa incondizionata degli avversari? Pensavamo davvero che il Berlusca fosse scomparso nel nulla, e che Parisi avrebbe storto il naso all'alleato Salvini, o che l'ex sindaco Albertini dicesse “no grazie ora faccio parte della maggioranza di governo nazionale e quindi son qui per farti perdere”? Ma via, non scherziamo.Nessuno in politica ti fa regali e ogni voto richiede fatica.
È IL MOMENTO DELL'ORGOGLIO. Verrà il tempo delle analisi, per capire il perché di un astensionismo così alto, se per la politica nazionale (leggi referendum costituzionale) se per la crisi economica che ancora morde, se per il perdurare della distanza fra politica e cittadini. Se, se, se.
L'Istituto Cattaneo ha pubblicato una prima analisi: fra le grandi città Milano è quella che ha il maggiore calo di votanti sul 2011: -12,9%.
Nei ballottaggi vince chi porta a votare l'elettorato del primo turno, ma anche chi cerca di recuperare un po' di quei voti mancati.
É così impossibile? Verrà il tempo della riflessione, siamo bravissimi in questa attività.
Ora però è il momento dell'orgoglio, della voglia di vincere, della consapevolezza che non possiamo riconsegnare alla destra la nostra città.
Insieme, con la forza dei nostri valori. Avanti Milano per Beppe Sala sindaco.