Il Decamerino

16 Settembre Set 2016 1824 16 settembre 2016

La foga apocalittica di Massimo Fini

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Massimo Fini è riuscito ad andare ben oltre Alessandro Di Battista. E dalle pagine de 'Il Fatto Quotidiano' del 20 agosto ha spiegato come nella «guerra degli orrori» lui stia dalla parte dell'Is. Il giornalista ha difeso il pentastellato precisando che «il guerrigliero si implica personalmente, mentre il pilota che telecomanda il drone da Nellis nel Nevada non corre alcun rischio e, dopo aver fatto la sua bella strage, se ne torna a casa dove la sua linda mogliettina americana gli ha preparato una cenetta».
Quindi ha aggiunto che sono state le «guerre occidentali» ad avere «incoraggiato anzi imposto metodi terroristi ai nostri avversari». Poi ha argomentato spiegando che se oggi ci si scandalizza per la «ferocia dei guerriglieri dell’Isis, chiamati ‘terroristi’ perché tutti coloro che ci combattono sono, ai nostri occhi, terroristi, solo noi non lo siamo» ci dimentichiamo dei «bombardamenti americani che hanno ucciso 160 mila civili, fra cui 39.812 donne e 32.195 bambini».

Mi è capitato, sul finire dell'estate, di radunare i giornali ormai vecchi destinati alla differenziata e mi è caduto l'occhio sul Fatto Quotidiano del 7 settembre.
E in particolare su un pezzo di tale Massimo Fini, solitamente un concentrato di livore represso.
Infatti Travaglio tira fuori dal suo mazzo questa scartina quando richiede il massimo di tossica faziosità.
IL PARALLELO LEGA-M5S. «Bisognava aspettarselo», sibila il nostro a proposito dei 5 Stelle, «sta accadendo quello che è accaduto alla prima Lega di Bossi».
E sciorina una corolla di elogi al Senatùr e del «suo memorabile e lucidissimo discorso alla Camera del 21 dicembre '94(caduta del governo Berlusconi, ndr)».
TUTTA COLPA DEI GIORNALI. Fini ricorda come tutti i giornali «si gettarono a corpo morto» contro Bossi come ora contro le vicende romane dei 5 Stelle.
Lasciamo perdere la correttezza storica del paragone e prendiamo atto che, secondo Fini, i guai romani dei pentastellati sarebbero solo frutto di enfatizzazione di tutti i commentatori che dovrebbero tacere se non vogliono «che la rabbia dei cittadini [...] si traduca in una violenza che non farà prigionieri».
MA PERCHÉ SCRIVE ANCORA? Qui la foga apocalittica cozza persino con Travaglio che si inserisce, in grande, nel corpo stesso del pezzullo sottolineando come la Muraro abbia «raccontato» proprio a lui delle «frottole».
Il "corrige" di Travaglio di poche righe non giustifica una paginata di "errata" (eufemismo).
Ma Fini non aveva detto che avrebbe smesso di scrivere?

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