Individuo/società43

1 Settembre Set 2017 2014 01 settembre 2017

Le innumerevoli funzioni della Religione

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Lasciate annunciare a quel Prete che un mondo diverso è possibile

Tutti noi abbiamo una idea ingenua della nostra società che ci condiziona nella visione dei valori e dei contesti di vita. Quando si dice che viviamo in una società “complessa” si intende dire che i sistemi sociali che la compongono (Diritto, Economia, Politica, Scienza, Sistema dei Media, ecc.), rendono libere le proprie operazioni da un controllo esterno operato da una qualsiasi istanza, valore o Ente superiore al quale, in passato, veniva riconosciuta una autorità universale che nel controllo aveva il suo centro e nella riduzione delle altrui possibilità di azione il suo scopo. Aumenta la complessità di una società quando non ci sono vincoli religiosi all’azione politica, vincoli politici alla ricerca scientifica, limiti morali alle scelte d’amore o economici alla carriera scolastica. C’è sempre un sistema sociale “guida”, che detta i ritmi storico-evolutivi alla società tutta (nel 1700-1800 era lo Stato, oggi sono il Mercato ed il Web), ma in ogni caso ogni sistema sociale ha il monopolio nella gestione di ciò che fa: il politico non fa il medico, il Sacerdote non fa il sarto, ecc. C’è conflitto quando l’azione di un sistema incrocia le logiche operative di un altro: a scuola quest’anno si accetteranno solo i vaccinati o se c’è un solo cuore per due riceventi toccherà al politico fare una scelta dolorosa. I criteri selezionati da un sistema sociale per evolvere nella storia sono esclusivi: in passato si, ma oggi i criteri religiosi non valgono dentro la Scienza, quelli pedagogici non servono in economia, ecc.. Quale spazio resta allora per la libertà umana? Libertà umana e libertà dei sistemi sociali non coincidono più perché se l’uomo necessita di un significato per le sue azioni, il sistema sociale crea e mantiene solo un ambito operativo che deve raggiungere obiettivi: fare profitti in economia, leggi in Diritto, ecc. Dunque la società non “vive” come l’uomo dato che non realizza un “senso”, una visione del mondo orientata a Valori. Quando la società era meno complessa i suoi scopi erano immediatamente “umani”, ma quando si accresce la sua complessità chi vive al suo interno sarà spesso ridotto a benzina di un meccanismo che produrrà effetti diversi da quelli che gli esseri umani ricercano. Anche la Religione è un sistema sociale che svolge una funzione nella società: tenere aperte delle prospettive sulla realtà – individuale e non - a cui altri sistemi di azione non forniscono né concretezza né possibilità. La Religione garantisce un bene assai prezioso: la “diversione”, vivere all’insegna di una diversità che consenta di rinnovare il proprio stare al mondo entro l’apparente prigionia di strutture sociali immodificabili. Mentre altri sistemi sociali sono cresciuti in velocità e grandezza spostando la loro logica dal significato alla funzione (il “come” che vince sul “perché”), la Religione ha fatto il percorso inverso e liberandosi dagli obblighi temporali, (almeno in Occidente) si è concentrata sull’uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio. Se la vera funzione sociale che la Religione assicura è la “diversione” cioè fare spazio a possibilità di realizzazione dell’umano impensabili dentro altri sistemi di azione o di pensiero attivando autentiche dinamiche di liberazione, il gesto di Don Massimo Biancalani, Sacerdote della Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Vicofaro (Diocesi di Pistoia), cioè portare dei giovani migranti in piscina, si inscrive in questa logica diversiva non solo perchè ribalta le rappresentazioni dominanti che abbiamo dei profughi, ma elegge l’umano in sé a valore e lo svincola dal destino già scritto nell’incastro sociale in cui si viene al mondo. Mentre tutti i sistemi sociali crescono sulla frammentazione dell’umano, la Religione continua a leggerlo come un “tutto” non riducibile ad una delle sue parti (politica, economica o educativa). Dunque, recarsi in una Chiesa per controllare se la celebrazione di un Rito cristiano sia conforme alle funzioni cui un movimento politico le ha ridotte, appare un errore di valutazione della Religione come sistema sociale di azione. In linea generale è probabile che i giovani della Destra identitaria, come la maggior parte delle persone in base a recenti ricerche sulla Fede religiosa in Italia, abbiano cessato di crescere religiosamente e di nutrire fiducia nel “pensiero credente”, operando una semplificazione del fatto religioso che la nostra cultura secolare si sente autorizzata a legittimare. L’uomo-valore che ha in mente Don Biancalani ignora le differenziazioni che i diversi sistemi sociali operano sull’umano. Si lascino i sacerdoti come lui adempiere alla propria funzione, memori che la vita dei sistemi sociali complessi come la Religione non la si può imbrigliare dentro un qualsivoglia progetto politico. La funzione sociale della Religione è incomprimibile e non si lascia influenzare dalle sue interpretazioni esterne. Il rispetto che merita è espressione della diversità che garantisce, sapendo che è contraddittorio pensare la Religione al servizio di scopi contingenti dato che ogni Credo consiste degli effetti di umanizzazione del suo respiro universale.

Rossano Buccioni

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