Individuo/società43

27 Febbraio Feb 2018 0942 27 febbraio 2018

LE FALSE CERTEZZE DELL'IO BURATTINO

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FRAGILITA’ GIOVANILE E DIPENDENZA DALL’OCCULTO

Qualche anno fa si pensava esistessero due categorie di adolescenti: i cercatori di sensazioni ed i timidi, inespressi che restavano nell’ombra. Poi si è iniziato a pensare ad una mutazione riaggregando le due categorie in chiave oppositiva alle culture vigenti, con la voglia di notorietà che se un tempo ci faceva raccontare la bravata il giorno dopo a scuola, ora va orchestrata per raggiungere notorietà sul Web. E’ interessante notare come in una società in cui tutto si inchina all’obbligo della seduzione, in cui realtà e finzione si alternano senza sosta, in cui il vincolo relazionale cede il passo all’individualismo, la fascinazione esercitata dal male, concepito sia nelle sue diverse entità emblematiche, sia come espressione della potenzialità di azione senza limite, giochi un ruolo anche dentro le culture della razionalizzazione che ormai definiscono il nostro orizzonte di vita. I mondi dell’esoterismo e dei nuovi culti trovano terreno fertile nei giovani, ma non altrettanta attenzione da parte delle famiglie che non volendole considerare forme evidenti di dipendenza - come nel caso di droga o alcool - avallano l’atteggiamento morbido delle autorità, che identificando una macro-area ambigua tra plagio, soggezione volontaria e libertà di culto, ricordano la loro esigua possibilità di intervento dato che gli è consentito agire esclusivamente in caso di crimini manifesti. Allora, le sette e i nuovi culti religiosi pur attirando l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, costituiscono un problema sostanzialmente irrisolto. Socialmente condannato perché manifesta un inquietante vuoto culturale conseguente all’individualizzazione dei sentimenti religiosi tradizionali, il fenomeno delle sette esercita grande attrattiva sui giovani per la sua capacità di soddisfare l’esigenza – tipica di quella delicata fase di transizione verso l’età adulta – di sentirsi parte di un tutto. Le sette infatti, sono caratterizzate da una forte ambivalenza tra libera associazione dei membri del gruppo e subdola coercizione esercitata all’interno delle sue relazioni, che emerge nella etero direzione delle scelte del singolo individuo. Si tratta di gruppi dove coesistono rock satanico, derive razziste ecc., dentro teorie dell’uomo talmente di corto respiro, da fraintendere gli stessi intendimenti della scienza biologica che, sulla questione della razza, smentisce oggi ciò che propugnava ad inizio ‘900. La scienza cambia il suo mandato sociale, ma il compito assegnatole da chi ha un forte disagio esistenziale e proietta sugli altri l’odio che ha per sé stesso non cambia mai. Se l’espressione di un’ identità collettiva giovanile transita attraverso lo spettacolo e la musica è ovvio che proprio questi universi fortemente mediatizzati riusciranno a veicolare in modo pervasivo messaggi obliquamente eversivi. Inoltre, all’interno di alcuni gruppi le dinamiche di potere efferate che vi si ravvisano, non fanno che replicare in forma subordinata quelle che già esistono al loro esterno. Mentre la setta religiosa si pone in opposizione al mondo in cui emerge per emendarne in profondità i valori e gli orientamenti di base, la setta occulta si limita a stabilire un culto privato che verso il mondo ha sovente solo intenti peggiorativi, assecondando del resto le culture vincenti e mai scalfendone gli orientamenti di base. La devastazione simbolica delle forme estreme di accesso alla potenza immediata ricercata nei gruppi esoterici ed il culto della violenza, connotano le dimensioni del vuoto dove contano la ricerca di un immediato passaggio all’azione dentro una allucinata rivendicazione di potenza. Il neo-tribalismo musicale e l’acme autodistruttivo diventano cifra espressiva di chi pensa che solo deprecando ancora l’esistente - senza mai averlo compreso e solo per averlo subito - si possa concepire un mondo fatto a misura delle proprie illusioni e strutturato sul delirio di onnipotenza prodotto dentro uno sconclusionato ribellismo. Delusi da una società cinica che confonde i livelli di rappresentazione della propria identità con la negazione di quella altrui e che produce un torpore dell’anima che li esclude, migliaia di giovani sono estromessi dalla ragionevole scoperta di sé, scaraventati nell’eccesso e urtati da un mondo che, senza regole né limiti, propone solo di vivere a propria insaputa. In questo universo di incertezza crescono gruppi dove la prevaricazione viene scambiata per autoaffermazione e l’eccesso per autentica liberazione. Non esiste società senza trasmissione di valori che rendano possibile un minimo di intesa sulle condizioni essenziali che consentono ad ego di entrare in rapporto con alter: esiste la moneta per acquistare realizzando un accordo sul prezzo; l’arte, per concepire mondi che siamo invitati ad intuire nel dipinto; la verità scientifica, per costruire un accesso al mondo che è negato immediatamente ai nostri sensi, ecc. Le numerose culture giovanili che si rinchiudono nel sacello esoterico fuggono dalla dimensione positiva del reale e si dimettono dal loro essere al mondo, decidendo che la trasmissione culturale di un modo di vivere aperto al futuro debba esalare nel delirio raggelato del proprio disagio.

Rossano Buccioni

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