Individuo/società43

4 Marzo Mar 2018 0920 04 marzo 2018

LA MACCHIA CIECA DELLA POLITICA

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L’ovvia inconsistenza della proposta politica

Le scienze umane hanno più volte dimostrato come le strategie di lettura della realtà prodotte dai gruppi sociali subiscano processi di invecchiamento sempre più rapidi. Invece, invecchia molto meno la volontà degli individui di ritenerle capaci di dare risposte alle domande che si affollano nella coscienza dell’uomo contemporaneo. Il risultato sarà quello di una doppia difficoltà: restare prigionieri delle false promesse della nostra lettura del reale – che accettiamo in quanto nostra, senza starci a domandare su quali basi sia fondata - e non accorgerci che i veri problemi non riusciamo a vederli. I logici direbbero - in modo forse cervellotico, ma anche divertente - che non vediamo che non vediamo ciò che non vediamo. Allora, i politici che di mestiere devono promettere lasciando sempre ad altri la valutazione dei risultati raggiunti, nelle recenti elezioni politiche hanno nuovamente fatto il loro mestiere, volendoci far credere che molto della nostra vita dipendeva dalla scelta di votare per Tizio o Caio. Si tratta di un convincimento assai aleatorio. Un primo problema riguarda la possibilità che la decisione di un singolo individuo oggi possa modificare qualcosa nel mondo intorno a lui. Tutto ciò che vediamo girare intorno a noi potrebbe essere diverso, ma la nostra capacità di incidere sull’esistente per modificarlo è pari a zero. Indossando il suo abito di scena, il politico ci dirà che, data la complessità della crisi economica o della condizione giovanile, dando il voto a lui ed al suo partito, come d’incanto le cose inizieranno ad andare per il verso giusto. Nella migliore delle ipotesi quest’uomo cercherà di sostenere che la politica è ancora il luogo della decisione e della trasformazione emancipativa della condizione umana (non è più così da decenni) mentre nella peggiore, si dimostrerà completamente debitore di interpretazioni della struttura sociale assai discutibili. Sia chiaro, tanto uno di sinistra, di destra o altro. I grandi decisori (Banca Mondiale, Organizzazioni di intermediazione finanziaria, Grandi Enti del commercio mondiale, Istituzioni intergovernative), per imporre delle scelte necessitano di un Medium sul quale intendersi e questo non è dato dai principi universali di una Carta dei diritti fondamentali o dal suffragio universale, ma dal denaro, che dopo la vittoria dell’Economia su tutti gli altri sistemi di azione sociale è diventato il mezzo con cui risulta più facile creare la fiducia necessaria per intendersi tra partner diversi. Il denaro è fatto di fiducia e quella riposta nella moneta è di una qualità capace di determinare immediate conseguenze sui rapporti tra gli attori, mettendo al riparo da ogni contingenza. Tutti noi conosciamo la forza di questa struttura d’ordine e conosciamo anche quanto ci costa andare avanti in una situazione determinata da linee di tendenza alle quali ci conformiamo, ma che allo stesso tempo temiamo per il loro potenziale spersonalizzante. Per stare decentemente nell’ambiente di sistemi sociali troppo più forti di noi, abbiamo necessità di illusioni collettive confacenti allo stile espressivo del tormentato individuo contemporaneo che, da un lato non può non utilizzare i mezzi messigli a disposizione da quella stessa società che poi potrà benissimo fare a meno di lui e dall’altro, cercherà di vivere al suo interno coltivando l’illusione di un senso e di una capacità di auto-determinazione. Ne sanno qualcosa le migliaia di NEET (not in education, employment or training) che non vogliono entrare in una società che riduce il sistema di personalità a repertorio sintomatico del potere del mercato. Lo sanno bene anche gli anziani che, nati in un mondo dove si moriva soddisfatti della vita, si ritrovano a vivere il loro tempo in una realtà che abbandoneranno delusi se non disgustati. Non sarà per caso che nel rapporto individuo/società le mediazioni della politica hanno smarrito ogni capacità di svolgere la funzione per cui furono scelte come baliatico alle umane illusioni di futuro e progresso? Il Neet ha capito che la sua vita è perfettamente sostituibile in un mondo parossistico ed ostile, che giudica le sue qualità irrilevanti. Il Neet è tale perché ha capito che la vita sociale è inconsistente. Molto spesso la volontà di fondo delle persone nulla ha a che vedere con le blande ricompense simboliche e materiali della condizione occupazionale, magari agite all’interno di un qualsiasi senso di cittadinanza. Le proposte di conformità che ci vennero precocemente rivolte dal mondo alla ricerca della nostra convinta adesione al suo sistema di valori, ormai trovano corpose ribellioni che dal Web alla neo-tossicodipendenza, dal rifiuto scolastico alla devianza, alla normopatia, configurano una opposizione di fasce sociali sempre più consistenti alla tendenza fondamentale forgiata dal potere economico che riduce la politica a suo guardaspalle. I programmi elettorali dei partiti privi di immaginazione sociologica e di una visione dell’essere umano informata delle sue mutazioni, rivendicano orgogliosamente la propria capacità di far passare per rilevante ciò che, superato dalla realtà, non lo è affatto, vantando una genialità presunta solo nella mera gestione dell’ovvio e dell’ordinario. Chi vincerà (come chi perderà), continuerà a non vedere che non vede ciò che non vede.

Rossano Buccioni

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