Italobrasiliano

27 Giugno Giu 2014 1551 27 giugno 2014

Dia 1: Risveglio Carioca

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Mi sono svegliato a Rio de Janeiro. Sospettavo di essere arrivato in Brasile quando, ieri, la mia gentilissima ospite Tereza (trovata su AirB&B) mi ha accolto falando portugues. La conferma l'ho avuta quando ho aperto la finestra della stanza e mi sono ritrovato davanti il Cristo Redentore del Corcovado.

Alla fine sono arrivato in Brasile. Per mesi ho aspettato questo viaggio e ora mi ritrovo qui, un italiano che va a vedere il Paese della Copa quando l'Italia è già stata eliminata. Me l'avevano detto mio padre e il mio direttore editoriale, due persone molto diverse che però hanno in comune un certo disfattismo preventivo che a pensarci bene è un'ottima arma per smorzare la delusione della sconfitta con il più classico dei «l'avevo detto». Non avevano però previsto il morso di Suarez a Chiellini, ed è un peccato perché ci si potevano fare parecchi soldi.
Io nell'Italia ci credevo, invece, ci credevo così tanto che mi ero studiato le possibili soluzioni per gli ottavi e avevo deciso di scommettere sull'Italia seconda nel girone, e di conseguenza impegnata al Maracanà per l'ottavo di finale. Non è andata così e finirò col vedere Colombia-Uruguay, ma questa è un'altra storia.

Sono comunque in Brasile, e penso di avere più di un motivo per essere entusiasta di questo. Un Mondiale è un Mondiale, anche senza l'Italia. Un Mondiale nel Paese dove il calcio è religione capita una volta ogni 64 anni. E questo passerà comunque alla storia. La Seleção deve cancellare il Maracanazo del 1950, l'Uruguay sogna di ripeterlo. Lionel Messi vuole trascinare l'Argentina alla vittoria per compiere quell'ultimo passo che gli resta per potersi alzare definitivamente allo stesso livello di Diego Maradona, la Germania prova a cancellare quella strana maledizione che dal 2002 al 2010 le ha impedito di alzare la Coppa pur centrando una finale e due semifinali.

E poi c'è tutto quello che succede attorno agli stadi. La gioia, la festa, il malcontento, le proteste. Anche senza l'Italia.

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