Italobrasiliano

1 Luglio Lug 2014 1533 01 luglio 2014

Dias 3 e 4: Dove osano le aquile

  • ...

Sono stati due giorni intensi, in cui ho avuto poco tempo per scrivere. Per questo sono costretto a condensare tutto in un unico post. Devo dire però che le similutidini tra le due giornate mi aiutano un po'. Le aquile, a loro ho deciso di dedicare questa pagina di diario. Perché? Innanzitutto perché le ho viste volare alte sul Pão d'Açucar e sul Corcovado, ed è stato uno spettacolo unico. Poi perché le ho viste cadere su un campo di calcio, in due occasioni, immeritatamente.

Non fidatevi mai dell'aspetto esteriore delle cose. Il Pan di Zucchero, visto dal basso, sembra una semplice collina con una funivia. Affascinante, sì, ci si aspetta un bel panorama. Quello che non ti dicono mai è che prima di arrivare sulla cima più alta devi passare da un'altra stazione, il Morro da Urca, una cima più bassa, con una visuale meno intrigante, ma che regala grandi emozioni. Lì, per la prima volta nella mia vita, ho visto i macaquinhos, scimmie piccole quanto scoiattoli e decisamente amichevoli. Saltavano da un ramo all'altro e si avvicinavano all'uomo in cambio di una mandorla.

Qui, dopo aver ammirato Rio dall'alto, sono tornato per vedere il secondo tempo dell'ottavo di finale tra Olanda e Messico, in un bar ristorante stracolmo di gente, in cui sono riuscito a trovare posto dividendo il tavolo con una coppia newyorkesi di origine ispanica. E le aquile, che poco prima avevo visto volare intorno al Pan di Zucchero, si sono schiantate contro un'Arancia che non è più meccanica come negli Anni 70 e 80. Un gol all'88' e un rigore al 92' hanno tarpato le ali al Messico. E anche io, come Giovani dos Santos e compagni, sono tornato a terra, dopo qualche ora passata tra le nuvole.

Tra le nuvole, nel vero senso della parola, ci sono tornato il giorno dopo, il 30 di giugno. Il mio biglietto per il Paradiso, o almeno per uno dei luoghi che più gli si avvicinano sulla Terra, l'avevo comprato online. Mezz'ora di trenino, 62 reais (più o meno l'equivalente di 23 euro), un centinaio di scalini. Ma il Cristo Redentore non l'ho visto. Ero così vicino che quasi lo potevo toccare, ma non vederlo. Una nebbia che diventava più spessa man mano che si saliva, lo avvolgeva completamente. Quello che si vede nella foto è molto più di quanto io sia riuscito a percepire a occhio nudo. Quindi accontentatevi.

Le aquile. Salendo sul Corcovado le ho viste ancora una volta, e poi le ho viste alla tv. Le Super Aquile della Nigeria di Stephen Keshi, mettere in crisi la Francia di Paul Pogba e Karim Benzema con la metà del talento dei transalpini. Le ho viste addirittura passare in vantaggio con un gol annullato per un fuorigioco decisamente dubbio, le ho viste resistere fino agli ultimi minuti, prima che le loro ali potessero essere stritolate dall'abbraccio mortale del Polpo Paul, anche grazie all'unico errore di una partita strepitosa del loro numero 1, Vincent Enyeama. Ho letto le pagelle, poi, e ho visto che non ha preso la sufficienza. Da portiere molto mediocre di calcio a 5 non posso fare a meno di pensare quanto sia ingiusta la vita degli estremi difensori. Un compie miracoli per 89 minuti, poi commette un solo errore e prende gol, venendo additato come unico responsabile di una sconfitta. Tutto quello che di buono ha fatto prima viene cancellato. Provate a pensare a un attaccante che segni quattro reti e ne sbagli una a porta vuota. Pensate che potrebbe prendere un'insufficienza?

Vincent Enyeama sbaglia l'uscita che propizia il gol di Paul Pogba © Getty Images.

Abbiamo fatto il tifo per la Nigeria, io e qualche dozzina di colombiani. Rio ne è piena, è impressionante, sembra Bogotà. Due di loro si sono seduti al mio tavolo, abbiamo mangiato e bevuto insieme, parlato di calcio, di James Rodriguez, Radamel Falcao, Teofilo Gutierrez, Jackson Martinez e Victor Ibarbo. Ci siamo incontrati di nuovo la sera, a Copacabana, per vedere la Germania e tifare l'Algeria. E abbiamo perso di nuovo, prima che il ritmo del samba trasformasse la Coppa del Mondo in qualcosa di molto vicino al Carnevale. Cristian e Jose forse non se lo aspettano, ma anche loro finiscono su questo blog. Mi sembra giusto così.