Italobrasiliano

15 Luglio Lug 2014 1846 15 luglio 2014

Dia 19: bilanci

  • ...

Lisbona, 15 luglio 2014.

È finita. O quasi. Perché un viaggio già lungo di per sé si è trasformato in una sorta di Odissea. Sarei dovuto arrivare a Milano alle 17.30, ma non atterrerò prima delle 23. Un ritardo di cui non mi è stata data spiegazione ci ha costretti a partire da Rio de Janeiro all'1.45 locali, le 6.45 in Italia. Così anche la coincidenza dal Portogallo è andata a farsi benedire. Il ragazzo al check-in deve essersi sentito in imbarazzo quando gli ho chiesto se ci fossero posti corridoio e mi ha risposto che no, dovevo tenermi il mio centrale. Per farmi sentire un po' meglio mi ha detto che sarei stato seduto accanto a una ragazza molto carina. Volevo dirgli che non me ne fregava niente, ma ho lasciato perdere. Che poi non era nemmeno sta meraviglia.
Torno in Italia con una valigia 9 chili più pesante di quella con cui ero partito. Ci sono dentro una dozzina di Havaianas, tre confezioni di doce de leite, un chilo di farofa pronta per mio padre, qualche regalino per la mamma e la fidanzata. Ma le cose più preziose le porto nella testa e nel cuore.
Ho fatto tante esperienze, ma ho scoperto che 18 giorni non sono sufficienti per vedere nemmeno tre città del Brasile, figurarsi tutto il Paese. Ci sono tante cose che avrei voluto fare e non ho fatto, posti che avrei voluto visitare e non ho visitato, ottimi pretesti per tornare il prima possibile. In questi giorni molti hanno scritto cosa rimarrà del Mondiale. L'ha fatto anche Dario Colombo su Lettera43.it. Io voglio scrivere cosa mi resta del mio viaggio. E cosa invece mi rimane da fare.

Cose già fatte:

1- Vedere una finale del Mondiale dal vivo.
2- Assistere di persona alla più clamorosa disfatta della storia della nazionale brasiliana.
3- Conoscere i miei nipotini brasiliani.
4- Fare amicizia con un barboncino di nove anni e una shitzu di due.
5- Camminare a piedi da Ipanema a Leblon, da Leblon a Ipanema e poi lungo tutta Copacabana nello stesso giorno. Facendo una piccola pausa solo per pranzare.
6- Vedere Rio de Janeiro dal Pão d'Açucar.
7- Non vedere Rio de Janeiro e il Cristo sul Corcovado causa nebbia.
8- Patire il gelido inverno brasiliano (temperatura minima 18 gradi).
9- Arrivare ultimo in una gara di kart sulla pista già calcata da Zanardi, Barrichello, Massa, Montoya etc etc...
10- Prendere un clamoroso acquazzone a Rio de Janeiro e rientrare a casa fradicio. Perché chi mai avrebbe pensato di portare un ombrello in Brasile in una stagione in cui di solito non piove mai?
11- Mangiare larve di scarafaggio.
12- Dare da mangiare a dei papagallini e ai macaquinhos.
13- Essermi avvicinato a meno di 5 metri da una famiglia di capibara.
14- Visitare il museo del calcio di São Paulo.
15- Vedere il più grande museo d'arte contemporanea a cielo aperto dell'America Latina.
16- Bere una caipirinha ai piedi del Corcovado.
17- Bere acqua di cocco, dalla noce, a Copacabana.
18- Salire tutti i 214 gradini della Scala Selaron.
19- Incontrare Zoro a Lapa.
20- Raccontare come un deputato italiano possa spudoratamente votare per un collega assente a due brasiliani e due belgi che non riuscivano a credere a quello che dicevo.
21- Riabbracciare vecchi amici e conoscerne di nuovi.
22- Confondere lo spagnolo con il portoghese e l'inglese.
23- Mangiare palmito come se non ci fosse un domani.
24- Entrare in una favela.
25- Scoprire perché Belo Horizonte si chiama così.

Cose ancora da fare:

1- Vedere le mie prime Olimpiadi dal vivo.
2- Vedere una partita dell'Italia al Mondiale del vivo.
3- Far conoscere la mia fidanzata ai miei fratelli e nipotini brasiliani.
4- Coccolare ancora un po' il barboncino di nove anni e la shitzu di due.
5- Fare il bagno nell'oceano e prendere il sole a Ipanema. Riposandomi un po'.
6- Andare a Manaus e visitare la foresta amazzonica.
7- Vedere Rio de Janeiro e il Cristo Redentore dal Corcovado senza la nebbia.
8- Patire la torrida estate brasiliana.
9- Riuscire ad arrivare almeno penultimo in una gara di kart.
10- Ricordarmi di portare un ombrello o un impermeabile perché può sempre piovere.
11- Mangiare la fejoada.
12- Vedere un tucano libero.
13- Accarezzare un capibara.
14- Vedere il museo del calcio del Mineirão.
15- Vedere un arara libero.
16- Bere una caipirinha a Copacabana.
17- Visitare il Pantanal e il Jalapão.
18- Assistere al carnevale di Rio e a quello di Salvador de Bahia.
19- Fare un salto al Nord per vedere le sue spiagge.
20- Vedere le cascate di Iguaçu.
21- Riabbracciare vecchi amici (che nel frattempo sono aumentati) e conoscerne di nuovi.
22- Passare il confine con l'Argentina per confondere ancora di più spagnolo e portoghese.
23- Ballare il samba (ma non lo farò mai).
24- Parlare con la gente della favela e conoscere la loro realtà.
25 – Scoprire perché Ouro Preto si chiama così.