Krisis

14 Gennaio Gen 2013 1926 14 gennaio 2013

Homo bulla Est

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Si è tenuto a Roma, il convegno dei 100 sapienti bambini di tutto il mondo, c’erano i bambini economisti, i giuristi, i letterati e così via. Tutti ad ascoltare il presidente Maria, economista e poetessa. L’incontro è stato voluto proprio da lei per educare gli adulti a capire il mondo della finanza.La luminare Maria ha iniziato parlando di magia: “La finanza è un luogo delle menti dove le stesse menti mentono perfino a loro stesse”. Gli adulti non comprendevano il significato della frase allora lei  ha cominciato a raccontare la storia di un commerciante, realmente avvenuta, nel periodo del 1500 ad Anversa. Il tizio, di nome Christoph  Kurz un giorno era ricchissimo e il giorno dopo poverissimo. O aveva troppo o troppo poco  ed era convinto che i prezzi futuri fossero decisi da Dio e si potessero prevedere grazie all’osservazione del cielo stellato.”  La gente-affermava Kurz- compra quando i prezzi sono al livello più alto perché le influenze astrali accecano a tal punto la ragione naturale con emozioni e desideri. Ogni mattina mi sveglio circondato da libri come un uomo in mezzo all’oceano dall’acqua, poiché gli astrologi del passato hanno scritto molto, ma con scarso intendimento; perciò io non credo alle loro dottrine ma cerco una regola personale e quando l’ho trovata verifico nelle storie se si è rivelata giusta o sbagliata.” Ma il commerciante si sbagliava di grosso, infatti, la sua attività fallì però di converso ebbe un grande successo come astrologo giudiziario.  Alla fine della storia i bambini che avevano  già capito  iniziarono a giocare tra di loro e Maria chiese agli scettici adulti di osservare i bambini giocare. Dopo qualche istante disse una frase, sempre rivolta ai più grandi: “ Il gioco della speculazione è una cosa per folli”.  Cominciò poi a  parlare di un libro pubblicato nel1688 inOlanda dal titolo “ Confusion de Confusiones” che definisce gli speculatori come: “ Del tutto instabili, insani, presuntuosi e pazzi. Vendono senza sapere perché comprano senza ragione. Chi è entrato una volta nel cerchio magico della Borsa è preda di un’eterna agitazione e si trova in una prigione le chiavi della quale sono nel fondo dell’oceano e le cui sbarre non si aprono mai.” Un bambino, un piccolo filosofo la interruppe citando una frase di Warren Buffet, descrivendo l’instabilità dell’organismo mercato:” A volte si sente euforico e vede solo gli elementi favorevoli che riguardano i suoi affari. Altre volte è depresso e percepisce solo problemi sia per gli affari che per il mondo”. Un altro bambino cercando di sintetizzare quanto detto disse a gran voce che la finanza è un posto magicamente folle dove la fantasia prende possesso della realtà la fagocita e la lascia morire. Il bambino medico accennò un sorriso e disse che è come un cancro. Il bambino psicologo, infine, chiese la parola per dimostrare che gli speculatori manifestano comportamenti del maniaco – depressivo. Nel frattempo gli adulti si erano agitati, non capivano granché, abituati a scindere gli argomenti, a specializzarsi in una sola professione, cominciarono progressivamente a diventare sempre più nevrotici. Ma l’umore dei bambini persuadeva, stordiva, era pieno di energia libera che si esplicava sotto forma di teorie illuminanti, a volte utopiche, troppo innovative ma olistiche. La presidente riprese la parola e iniziò a parlare di regole, così gli uomini potevano riprendere il controllo su se stessi, abituati a regolare tutti i loro istinti, e fecero un sospiro di sollievo. Eppure i bambini non sembravano annoiati dall’argomento anzi abbandonarono i loro giochi e si fecero muti. La bambina, con lo sguardo verso gli adulti e con tono serioso ricominciò citando un professore novantenne italiano, Giuseppe Guarino:” Gli uomini sono direttamente o indirettamente all’origine della nascita di qualsiasi organismo. Con le loro condotte li fanno vivere. Li fanno vivere, è una precisazione essenziale, nel modo stabilito dall’organismo. L’uomo nell’organismo è diverso dall’uomo fuori o in assenza dell’organismo. Ma l’uomo senza l’organismo non esiste.” Gli adulti, la maggior parte di essi,faceva finta di aver compreso ma in realtà aveva dei dubbi sull’organismo. Maria, continuò dicendo che l’organismo è inteso come un insieme di regole e molto probabilmente senza questo organismo l’uomo non sarebbe stato molto dissimile da un normale animale, solo istinto. Gli uomini cominciavano a capire e iniziavano a chiedere alla poetessa economista perché il mercato non fosse regolato, perché la teoria economica continuasse ancora a parlare di un mercato auto referenziato. Cominciavano a fidarsi della brillante intelligenza della piccola. Ma lei, chiamò un bambino e lo invitò a parlare alla folla. Il bambino in questione è un bravissimo prestigiatore. Timido si avvicinò al microfono e iniziò a parlare di trucchi e di quello che gli uomini credono sia magia ma che è meramente un difetto di percezione. Parlò dell’arte di suggestionare le persone e di spostare l’attenzione. Gli adulti sembravano delusi: loro volevano sapere di economia, volevano che un’economista parlasse di finanza e non un povero clown, figlio di un giocatore d’azzardo. A quel punto il piccolo prestigiatore citò una frase del banchiere di Edoardo VII: “ Quando ero giovane la gente mi chiamava giocatore d’azzardo. Con la crescita delle mie operazioni sono diventato  famoso con il nome di speculatore. Ora mi chiamano  banchiere. Ma ho sempre fatto la stessa cosa.” Il piccolo ha iniziato a parlare della crisi finanziaria e della sua genesi. Ha cominciato così a parlare dei derivati dei cds e così via e gli adulti sembravano capire meglio dei bambini. Allora il prestigiatore, rivoltosi ai bambini, prese un foglio di carta molto grande e disse: “Questo è il contratto che vi rende proprietari di un castello grandissimo dove ci sono tutti i giochi che volete, potreste stare lì giorno e notte a giocare, nessuno vi impedirebbe di farlo. È un castello bello come quello delle favole. Tutto questo ad una sola condizione: dovete darmi tutti i vostri giochi, tutti quelli che avete adesso, devono essere almeno cinquanta e di ottima qualità”. I bambini hanno cercato di raggiungere la cifra di cinquanta giocattoli, ma nessuno ci è riuscito. Sono bambini educati e quindi non vogliono rubarli. Allora  hanno incominciato a chiedere aiuto agli adulti, ai loro genitori presenti in sala in modo tale da potergli prestare i soldi  per acquistare altri giocattoli. In cambio hanno offerto la massima diligenza, di studiare, di andare a dormire presto e di non fare i “cattivi” per tre anni consecutivi e hanno sottoscritto un contratto. I genitori,allettati da questo,hanno chiesto dei soldi alle banche che si trovavano in prossimità del luogo dell’evento e poi li hanno dati ai piccoli affinché comprassero tanti giocattoli. Alla fine ogni bambino aveva i cinquanta giocattoli e poteva acquistare il castello. Non ci sarebbe stata un’asta- ha detto il prestigiatore- ma avrebbe dato ad ogni bambino un pezzettino del foglio, perché essendo un castello grandissimo poteva perfettamente accoglierli tutti senza problemi e avendo a disposizione miliardi di giocattoli non avrebbero mai litigato per questi. I bambini, come prima detto, erano educati e neppure egoisti: così accettarono il tutto. Adesso ogni bambino aveva un pezzetto di carta e intelligentemente in tanti pensarono di rivendere la metà di questo pezzetto di carta ai bambini appena arrivati per ottanta giocattoli nuovi e di ottima qualità in modo tale da avere sia i giocattoli ora che il castello in futuro. E così via. Acquistavano nuovi pezzi di carta, li rivendevano al doppio, ecc. Tutti i bambini volevano quei pezzetti di carta e la sala si riempì di tantissimi bambini che portavano giocattoli. Litigavano per avere dei pezzetti di carta, sempre più piccoli, alcuni dei quali  si vedevano appena per quanto si fossero ridotti. I bambini erano impazziti. I genitori anche e la banca ha dovuto chiedere dei prestiti  alla sua banca centrale di riferimento. I bambini continuavano a vendere ma si è arrivati alla situazione che ci furono più venditori che compratori, allora il collasso della mania era imminente. Il prestigiatore, dunque, prese uno specchio, ci alitò su, il vapore si disperse, lo specchio tornò a riflettere e si avvicinò al microfono. La sala era piena, i bambini si stringevano le mani, cercavano di vendere i pezzi di carta, alle strette di mani facevano seguito le urla e alle urla gli insulti. I genitori insultavano, gridavano e spintonavano: il tutto mentre molti affari si concludevano e tanti altri no. Nel frattempo alla banca  centrale mancò la liquidità necessaria per trasmetterla alla banca della zona e dovette chiedere urgentemente un prestito ad un’altra banca, ad un interesse piuttosto alto, concesse questi soldi ai “fortunati” genitori che pagarono un prezzo di interesse ancora più alto. I figli di questi  avrebbero,così, comprato i giocattoli a prezzi superiori di quelli precedenti. Il negozio, infatti dovette rifornirsi urgentemente di altri giocattoli pagandoli il doppio per averli immediatamente. La situazione si stava definendo in questo modo: i pezzetti di carta aumentavano di prezzi, ma iniziavano a non trovare più acquirenti. Alcuni bambini ne avevano comprati tanti ad un prezzo elevato, molti genitori si erano indebitati nei confronti della banca e la banca aveva chiesto l’aiuto da parte della banca centrale.Lla stessa banca centrale dovette chiedere un prestito ad un’altra banca; il negozio di giocattoli dovette rifornirsi di nuovi giocattoli pagandoli il doppio per poi rivenderli al triplo. In tutto questo il prestigiatore era tranquillo, prendeva una bacinella con dell’acqua, vi ci immergeva del sapone e girava il tutto. Nessuno si interessava a quello che facesse, l’ attenzione degli spettatori si  focalizzava sull’acquisto, la vendita, il prestito, il riacquisto e la rivendita, il desiderio prendeva possesso della loro ragione, derubava l’innocenza dei bambini, accoglieva a sé le frustrazioni degli adulti. Il piccolo figlio del giocatore d’azzardo, il quale non aveva con sé neppure un pezzetto di carta, di quel castello, cominciò a fare uscire dalle sue piccole labbra tante bolle di sapone: esse si liberavano al cielo e poi scoppiavano, l’avidità non avanzava ma regrediva. Fuggiva da questo luogo. Nuove bolle. Silenzio: altri scoppi. Panico! I bambini non riuscivano più a vendere i loro pezzettini di carta, i genitori si erano indebitati fino al collo, il sole cominciò a prendere commiato, l’euforia anche, ma era tutto semplicemente opera della mania?

Dell’”Illusione” disse il prestigiatore a tutti i presenti. “ La mania viene dopo” e continuò: “ Vi ho fatto un esempio concreto di quello che si può definire bolla speculativa che anticipa ogni crisi finanziaria, ho “spiazzato” inizialmente la vostra mente, vi ho venduto un sogno, ho cercato il più possibile di conoscere i vostri desideri, il desiderio più grande dei bambini sono i giochi e così ho dato l’opportunità che desideri irrazionali prendessero vita e mi è servito uno stratagemma, un foglio. Il desiderio, nel foglio si è fatto reale e la vostra mente lo ha percepito come razionale. Su quanto detto potrebbe parlarne anche il mio piccolo amico psicologo descrivendo i concetti di dissonanza cognitiva. Successivamente si è creato un clima di “euforia” ognuno di voi era contento, i bambini riuscivano a vendere i loro pezzetti di carta, i genitori erano felici che i bambini si sarebbero comportati come gli adulti avrebbero voluto, riuscivano facilmente a recuperare i mezzi monetari da parte della banca e la stessa banca era ben lieta di concedere i prestiti a queste persone, il negozio di giocattoli vendeva la merce e gli affari cominciavano a volare. Dopo il periodo di euforia però si è arrivati ad una fase detta di “ mania”, la prospettiva di guadagnare sempre di più e facilmente ha indotto i truffatori sia a rivendere pezzetti di carta che non facevano parte del mio foglio e sia ha indotto ai bambini di chiedere sempre più soldi ai genitori. Poi alcuni bambini esperti  si sono “allarmati”, hanno cominciato a rendersi conto che le vendite iniziarono a calare e non si riuscivano a vendere i pezzettini di carta a 900 euro l’uno. Ho iniziato a fare delle bolle di sapone e la mente, adesso razionale, ha cercato la “fuga”. Queste sono le cinque fasi che anticipano lo scoppio di una bolla.”  Riferendosi a tutti gli spettatori, il piccolo “manipolatore” li rassicurò che quanto successo prima era frutto di una ipnosi e che era già stato studiato a tavolino, dunque nessun debito per nessuno, nessuna depressione, non un suicidio. I bambini avevano capito, gli adulti ancora di più ed erano diventati ansiosi,  più di quanto lo fossero stati in precedenza. I primi si rimisero a giocare e i secondi erano attratti dalle curiose e bizzarre manipolazioni del piccolo mentalista. Lo osservavano e lo idealizzavano, cercavano di scoprire i suoi segreti. Lo analizzavano come se fosse un oggetto, non un bambino. Ma lui, prese commiato e lasciò la parola alla presidente. Ella divertita, prese il microfono e cominciò ad esprimere il suo concetto di crisi, che tanto si discostava dal pensiero comune. “ La crisi è un’opportunità”, cominciò,” Per riflettere su se stessi, sui propri errori”. E ancora: “ L’uomo è una bolla, trasportata dal vento delle sue emozioni, dei suoi desideri. Ci sono bollicine molto piccole e bolle più grandi, le prime si lasciano trasportare più facilmente dal vento in alto ma in brevissimo tempo scoppiano, mentre le seconde sono più razionali e difficilmente prendono in largo. Ma cosa cerca in realtà una bolla? Cosa cerca il nostro uomo? Noi bambini viviamo il presente e non cerchiamo che il piacere. Ma l’uomo no, non cerca più il piacere bensì l’eccitazione. La finanza  è nata, allora per deliziare di eccitazione il nostro uomo. Ma la vera domanda è perché l’uomo cerca l’eccitazione e non l’amore?”  Due bollicine continuavano a volare in alto, si scontrarono ma non scoppiarono, si legarono l’una con l’altra. La presidente le osservò e prese commiato con questa frase: ”Si sostengono a vicenda per durare più a lungo”.

Antonio Simeone

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