Krisis

22 Gennaio Gen 2013 1501 22 gennaio 2013

Il gusto di essere startupper italiani...

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Mi piacciono quelle persone creative, energiche, positive e scansafatiche che si sono buttate sul digitale.

Siamo italiani, il popolo più creativo al mondo. Così dicono. E ci sono tante persone, tanti italiani, gli stessi creativi che ci credono pure. Siamo così creativi che quando andiamo all’estero a mostrare la nostra creatività ci mostrano che siamo il passato. Un passato che ignoriamo. I mass media lo ignorano, i politici lo ignorano, l’università lo ignora e i professori. Beh, quella dei professori è una storia lunga. Una storia così lunga che è passata anche di moda. Comunque parlavo del digitale, ci sono nuovi fenomeni mediatici, ogni giorno esce fuori un articolo di un nuovo genio della rete, sempre italiano, sempre legato a qualche dinamica di tipo politico – universitaria. E ne conosco tanti. Si fanno chiamare start upper. Che poi se sanno cos’è in verità una start up questo non importa. Anche io lo sono, uno start upper,  così mi chiamano all’università, questa parola va così di moda che tra un po’ le ragazze, quelle tanto intelligenti da investire il loro futuro meramente in cerette e palestre, si chiederanno se preferire questi ultimi ai loro beneamati e mai passati di moda calciatori. Almeno gli start upper sono nerd, basta una minigonna, un bacetto e vabè lasciamo stare… Comunque ci sono così tanti eventi in Italia sulle start up che credo abbiano superato anche quelli delle discoteche. Ma si sa, noi italiani siamo choosy, ma così choosy che preferiamo parlare, discutere, promuovere la nostra idea, ma non realizzarla o meglio non perfezionarla. Noi siamo creativi e questo basta. Poi, ovviamente ci sono, come tutte le cose, le famose eccezioni. Parlo di Fabio Lalli che con Followgram è arrivato a oltre 1 milioni di utenti e di tanti italiani che all’estero lavorano su progetti importanti. Ho sentito parlare di alcuni ragazzi che si sono inventati un braccialetto legato alle info di face book che si illumina quando ci troviamo vicino un single come noi o che abbia gli stessi nostri interessi. Una figata insomma. Tutto questo scrivere per dire che cosa? Che siamo creativi, choosy, maledettamente lamentosi ma anche tanto furbi. Furbi da far credere all’Italia e a noi stessi che valiamo qualcosa. Solo per il gusto di essere nati Italiani.



Antonio Simeone

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