Krisis

5 Giugno Giu 2013 1827 05 giugno 2013

Dall'homo sapiens sapiens all'homo startupper

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Aristofane diceva: ” Formare gli uomini non è riempire un vaso. È accendere un fuoco”.




Sin dai tempi dell’antichità, gli esseri umani si dividono in ricchi e poveri e molto probabilmente anche il futuro si baserà su questa dicotomia. Ma nel corso della vita dei singoli o dei gruppi sociali, può avvenire una trasformazione, un accidens che porta alcuni a fare parte della categoria sociale a cui in precedenza non appartenevano. Questo accidens nel presente ha un nome: startup.


La crisi economica divaga e non abbiamo più il tempo di riflettere, o meglio non vogliamo. Preferiamo combattere la crisi, come si fa per una diagnosi di malattia. Non si cerca la cura, ma si cerca un palliativo. E cosa c’è di meglio per tenere buona la massa che offrire loro delle speranze, vendere dei sogni?


Ci hanno sempre venduto dei sogni e ci abbiamo sempre creduto, li abbiamo acquistati e li abbiamo fatti nostri. Pochi sanno che le crisi finanziarie, e poi economiche, ci sono sempre state, la più famosa è quella dei tulipani. Un tulipano, in un periodo di euforia, si riusciva a vendere anche a 100 dollari a bulbo. Poi dopo l’euforia, la depressione e il tulipano è tornato ad essere un fiore.


Tutto questo perché? Perché abbiamo il denaro in testa. Perché ci piacciono tanto i giornali di gossip e perché adesso leggiamo tante storie di successo di questa e di quest’altra start up?Milioni e milioni di numeri passano dinanzi ai nostri occhi e si fermano lì. 1 milione di euro per il fondatore della start up x… Boom. 1 miliardo di dollari per l’acquisto di “Tumblr”. Boom, boom, boom. La notizia si sa, deve ammaliare, coinvolgere, stupire il lettore. E i giornalisti lo sanno, lo hanno studiato e lo fanno bene. Impacchettano il sogno e ce lo vendono. Che poi diventi una parte di noi, questa è tutta un’altra storia… Ma ha un nome: Marketing, Digital Marketink, ecc ecc...


Perché continuiamo a credere nelle utopie? Si crede alle utopie quando si perde la speranza di cambiare la realtà. La fase di regressione è partita, già da un po’ di anni. Non parlo di involuzione della società, ma della nascita di nuovi paradigmi. Lo startupper non vuole lavorare per curiosità o per passione. Lo startupper vuole tutto e subito… Vuole il successo, i titoli sui giornali, e poi il denaro. L’uomo si è evoluto, o meglio, involuto da homo oeconomicus ad homo startupper, ma forse è la stessa cosa.


Non me ne vogliano tutti i miei amici startupper, lo dico anche a me, che non sono tanto dissimile da loro. Concludo dedicando a loro e a me il pensiero del buon Leopardi : O natura, o natura, perché non rendi poi quel che prometti allor?


di Antonio Simeone


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