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16 Giugno Giu 2014 1600 16 giugno 2014

Swarm: l'intesa perfetta tra Bitcoin e crowdfunding

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In questi ultimi mesi il futuro dei VC sembra essere sempre di più minacciato dalla netta ascesa del fenomeno del crowdfunding che si sta mostrando in grado di offrire una soluzione alternativa e concorrente. La nascita di una nuova società dedita al crowdfunding pertanto rischia ormai di essere pura routine. Eppure c’è chi parla in questi giorni del nuovo Facebook del crowdfunding, di una soluzione innovativa che consentirà un vero e proprio accesso democratico al capitale da parte delle startup. E non è tutto, perché la vera novità è rappresentata dall’utilizzo della tecnologia dei Bitcoin come base per la realizzazione di questa piattaforma . Ma di cosa sto parlando?

Pochi giorni fa sono venuto a conoscenza di Swarm, una startup nata dall’idea di un giovane ragazzo, Joel Dietz, che sembra aver avuto la passione per l’informatica nel sangue . Nato da un programmatore, era alle prese con il computer fin dall’età di sei anni e i risultati infatti si vedono.

Fondata da Joel Dietz insieme all’aiuto di giovani laureati di Harvard e della Brown , nonché di ex dipendenti Microsoft, LinkedIn e NWA, Swarm nasce con l’obiettivo di prendere la tecnologia della blockchain , elemento centrale dei Bitcoin , e di utilizzarla per creare un nuovo e innovativo metodo che consenta alle startup di raccogliere capitali da parte del pubblico.

Questa piattaforma fornisce una nuova strategia per investire nel campo dell’innovazione senza la grande barriera all'entrata che caratterizza le strutture di finanziamento tradizionali . L’accesso è quindi rivolto a tutti con ampi vantaggi per la collettività. Chiunque sia interessato quindi può investire in Swarm e gli investitori saranno ricompensati con monete supplementari provenienti da tutte le campagne di finanziamento che si siano rivelate di successo. Si innesta un meccanismo per cui gli investitori si ritrovano ad essere beneficiari del loro stesso investimento, diventando titolari di una quota di SwarmCoin come remunerazione per il sostegno dato alla comunità. Questo permette rendimenti più elevati e un accesso più veloce al mercato.

Tuttavia l’elevato grado di competizione che domina il settore del crowdfunding comporta l’adozione di nuove strategie per potersi differenziare dalla concorrenzaE sembra che Dietz e il team di Swarm siano stati in grado di rispondere alla sfida creando qualcosa mai visto fino ad ora.

“ Sono stato consapevole del crowdfunding per molto tempo. Inizialmente, - prosegue Dietz- sono stato coinvolto in campagne di finanziamento non convenzionali con Kickstarter ed Ethereum, ma non avevo mai pensato ad ulteriori usi della tecnologia Bitcoin. Quando ho iniziato a studiare queste nuove monete mi è apparsa la possibilità di delineare un sistema di crypto-equity. Quello che stiamo facendo ha un potenziale enorme e può cambiare l'industria realizzando un cambiamento dal basso verso l’alto.'

Il modello di crowdfunding proposto da Swarm si differenzia dai modelli degli attuali acceleratori diretti a procurare un profitto soltanto ad un numero ristretto di partner. Swarm intende beneficiare al contrario chiunque voglia investire nella comunità . Ogni persona che possiede uno SwarmCoin otterrà una porzione di ogni moneta lanciata in tutta la rete. Gli utenti saranno incentivati ​​a cercare ulteriori progetti da finanziare con le monete della comunità .

“Con Swarm, - afferma Joel Dietz- gli utenti non hanno bisogno di avere un’entità legale e possono finanziare tutti i tipi di progetti di software open source, senza la burocrazia. Non solo le cripto aziende , bensì le aziende di qualsiasi settore '.

'Ci sono un sacco di infrastrutture organizzative- prosegue Dietz- che possono essere messe insieme per ottenere successo. Con i Bitcoin e la tecnologia della Blockchain, possiamo costruire le basi per aziende e progetti emergenti e aiutarli ad avere successo '.

Un progetto che riesce quindi a coniugare innovazione e talento. C’è già chi ritiene che Swarm possa diventare un leader nel settore del crowdfunding. E’ancora presto per dirlo. Per ora, però, non possiamo negare che l’idea sia promettente.

Antonio Simeone

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