Krisis

18 Gennaio Gen 2015 1421 18 gennaio 2015

Trading: caso e abilità

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Keith Chen, docente di economia a Yale, ha addestrato sette scimmie ( quattro femmine e tre maschi) all’uso del denaro. Piccoli dischi di metallo con un foro in mezzo sono stati distribuiti nelle gabbie. Le scimmie li addentavano, li annusavano ma poi li buttavano via. Successivamente però si sono accorte che fin quando avevano i dischi tra le dita, erano rifornite di frutta dai ricercatori, mentre la frutta spariva appena li gettavano via . In questo modo hanno imparato progressivamente a tenerli in mano finchè non ricevevano la frutta, anzi hanno iniziato a scambiare i dischi -da allora diventati moneta- in cambio della frutta. Il docente, ha provato poi a differenziare i prezzi delle mele e delle banane: un solo disco per una mela, tre dischi per una banana – e i comportamenti di conseguenza si sono differenziati: chi aveva un disco lo scambiava immediatamente con una mela, chi amava le banane aspettava e ne accumulava tre. Praticamente si sono determinate due categorie di consumatori. Dopo tanti esperimenti – provocare, ad esempio, un improvviso rialzo dei prezzi e poi un inspiegabile ribasso – Chen ha osservato la reazione delle scimmie ad una ricchezza inaspettata e ha immesso nelle gabbie, tutte d’un colpo, moltissime monete: le scimmie hanno cercato di arraffare più monete possibili per fare incetta di frutta. Tutte tranne una, un giovane maschio – che invece, dopo aver ammassato un bel gruzzolo, si è avvicinato a una femmina e traendola in disparte gliel’ha deposto ai piedi. La femmina si è accoppiata subito col donatore, poi ha raccolto il gruzzoletto e si è avviata a comprare, anche lei, la frutta. Primo caso sperimentale, tra gli animali, di sesso offerto in cambio di denaro.

Cosa c’entra con il trading?

Il trading esaspera le emozioni, si lascia confondere soprattutto da quelle legate all’incertezza. Molti amici traders sono superstiziosi. E probabilmente la formazione delle nostre opinioni è piena di superstizioni anche oggi. Immaginiamo una scimmia, quella più vicina, in un determinato momento al ricercatore che immette i dischi nella gabbia. Non ne aveva mai visti tanti prima. Nello stesso istante, anzi un pochino prima, la scimmia si era grattata la schiena , oggi, probabilmente collegherebbe ancora quel rituale alla prosperità o al successo. E ogni giorno si gratterebbe la schiena, come quella volta. E le altre scimmie probabilmente farebbero come lei. Questa confusione tra abilità, caso, previsione e teoria colpisce anche noi. Soprattutto noi. Traders ed esperti di mercati finanziari. Ma è stata solo fortuna, essere al posto giusto nel momento giusto.

Ma è sempre e solo fortuna?

Ovviamente no. Quel che si ottiene con un aiuto marginale della fortuna è più resistente al caso. Se la scimmia, ogni giorno, non avesse perso tempo a grattarsi la schiena e l’avesse usato per osservare il comportamento del ricercatore, se avesse memorizzato tutti gli spostamenti, se avesse usato di più la mano sinistra rispetto a quella destra e così via, molto probabilmente, anzi, probabilisticamente, si sarebbe trovata spesso nel posto giusto al momento giusto. Non sarebbe stato frutto del caso, in parte sì, ma avrebbe scelto lei stessa di confinarlo, in qualche modo, ripetendo non tanto un rituale ma un’intuizione e migliorandola continuamente.

E il Franco Svizzero...

Sono un trader matematico. Più o meno. Mi faccio aiutare dai modelli matematici, esprimo sotto forma di numeri le mie intuizioni. No. Non ho fatto tutto da solo. Ho avuto un mentore, un gestore di fondi. Anzi, lui è ancora qui. Lo so, all’inizio ci capivo ben poco. E no, non perché non fossi intelligente ma perché ero chiuso all’intelligenza artificiale. Ma questa è un’altra storia. Su Facebook ho diversi amici traders tra i miei contatti. Sanno che lavoro con gli algoritmi, il 98 per cento di essi invece no. Mi chiedono ogni tanto le mie performances, i miei guadagni. Ed io comincio col drawdown, che è veramente basso. A loro non interessa. Preferiscono parlare di numeri veri. Di guadagni. Di percentuali alte, oltre il 100%. Un bel giorno un tale mi parlava del 200% in pochi mesi, sì, si può fare, spesso capita anche a me, ma sul bitcoin. Lui no. Che era il bitcoin per lui? Lavorava sul forex- al contrario di me- e tradare era la sua vita. Aveva una moglie e un’amante. Sì, per l’appunto aveva. Seguiva sempre la stessa tecnica che pareva potesse funzionare all’infinito. Si metteva lì dalla mattina alla sera e forse anche la notte ad osservare i grafici. 3 monitor. 1 televisione. 1 canale. Bloomberg sulla televisione intendo. No, non aveva Bloomberg Professional. E poi… Giovedì mattina, la Suisse National Banque ha spiazzato i mercati e tanti traders. Non solo, anche diversi broker. All’improvviso ha cambiato la propria strategia di difesa del livello di cambio contro l’Euro fermo tra 1.20 e 1.25 da oltre 3 anni. I sistemi automatici, quello che viene definito algorithmic trading, e non i trader, in quanto persone, in soli dieci minuti hanno fatto passare il cambio Eur/ Chf da 1.20 a 0.85 con un’oscillazione pari al 30% provocando una reazione a catena che ha interessato tutte le altre divise ed i listini azionari internazionali. Morale della favola, lui aveva sbagliato posizione, io ne ero fuori. O meglio i miei algoritmi erano fuori. E no. Non è abilità. È il caso. A me piace pensarla così. Adoro farmi prendere in giro dal caso. Ma ci sono delle accortezze che i trader come le scimmie dovrebbero assumere. L’amante lo ha lasciato, la moglie lo ha beccato e ora sta qui a chiedermi consigli e a parlare di sfortuna. Aveva visto un segno. È superstizioso. Tanto. Ma io ne so quanto le scimmie. E così anche lui. Anche di più. O forse tanto di meno.

Antonio Simeone

@simeoneantonio1