L'arco di Ulisse

9 Maggio Mag 2014 1728 09 maggio 2014

L'insostenibile prevedibilità dei giornali

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Un presidende americano, Thomas Jefferson, ebbe a dire che: 'tra un governo senza giornali e giornali senza un governo, non esiterei a preferire quest'ultima ipotesi'. Al di là della personalità del suo autore, il precetto la dice lunga sull'importanza che, da sempre, la cultura anglosassone attribuisce alla carta stampata, anche se in calo di vendite. Tanta considerazione per il mezzo d'informazione più antico ha, certamente, come fondamentale riferimento, il rispetto di un codice etico ed estetico irreprensibile, da cui i tabloid dei paesi anglofoni non prescindono con tanta abnegazione e allegria, come avviene nella nostra nazione.

Da noi, oltre a non poter dare per scontato che gli articolisti dei quotidiani siano titolari di una capacità di scrittura elegante ed intelligibile, resta da appurare se essa assecondi un qualsivoglia principio morale. Un giornale, dunque, che dia, oltremodo, la sensazione di perseguire un interesse di parte, dichiarando, invece, di divulgare un'opinione libera, diventa irrimediabilmente illegibile. Perché, mai, allora, un'osservazione che si presenta posticcia, sin dal titolo che la propone all'attenzione dei lettori, dovrebbe suscitare interesse?

Si aggiunga, che, ogni analisi dei maggiori fogli nazionali porta in superficie uno sfrenato protagonismo di opinionisti dediti a personalismi nevrastenici, le cui congetture, pur annunciando nelle premesse, l'idoneità d'irradiare l'argomento con la potenza luminosa di un faro, non riescono a far luce, in verità, più di una vecchia lampadina da soffitta, o di un fiammifero.

Capita, pertanto, che, Scilipoti scriva un libro, Brunetta venga riconosciuto ufficialmente 'cretino', Alfano continui a lasciare dichiarazioni di una limitatezza sconcertante, il Pd giochi alla politica anziché di determinarne una adeguata, senza che vi sia un solo giornale o un opinion-man che, in virtù di un comune senso del pudore, stigmatizzi, da par suo, l'evolversi e l'intreccio di simili risvolti, tanto appetibili per una penna onesta e fremente che si rispetti.

Eppure, basterebbe farsi un giro tra i blog, senza soffermarsi necessariamente su Lettera43, per notare quanto questi riescano ad essere più pertinenti e attendibili dei giornali, che, sempre più, si allontanano dai gusti esigenti dei lettori, in special modo dalla voglia di semplicità e chiarezza delle nuove generazioni.

Evidentemente, un'opinionismo che predilige una letteratura da gossip per decorare le scelleratezze di un paese in declino, sì da aggiungere il patetico al grottesco, non garantisce a nessun giornale di bloccare il progressivo calo di vendite delle proprie copie.

I giornali abbandonino i tromboni disarmonici, aprano finestre e porte per fare entrare aria fresca, liberino le loro redazioni dall'odore rancido del pensiero fermo e improduttivo, diano inizio ad un percorso avanguardistico!

Diversamente, resteranno contenitori di parole senza suono, di pensieri che non trovano accoglienza, di sgargianti fotografie pubblicitarie seppellite tra articoli ciarlieri. Leggere un giornale è, ormai, un esercizio faticoso e fastidioso, e sono sempre di più coloro che non riescono a sfogliarne le pagine dopo essere rimasti sbigottiti dai titoli della prima, banalmente prevedibili e da fiera della dozzinalità.

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