L'arco di Ulisse

30 Maggio Mag 2014 1834 30 maggio 2014

Grillo: dal catastrofismo profetico al disorientamento più imbarazzante

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La batosta elettorale del miliardario Beppe Grillo ha sortito un effetto deleterio sul suo umore che va al di là di ogni immaginazione. Si ha la sensazione, molto netta, che neanche lui sappia ciò che sta combinando. Brancola nel buio più totale, nella confusione più auto-lesiva, in un vero e proprio marasma mentale. E strafottendosene della sua miriade di seguaci, che rimurgina, in rete, osservazioni critiche e commenti avvelenati, decide con ostentata gaiezza di incontrare uno dei personaggi maggiormente equivocabili del panorama politico europeo: quel Nigel Farage che blatera di separatismo, ipotizzando l'Inghilterra fuori dall'Europa. Naturalmente, la base del M5s, parte della quale si dichiara sorpresa e scandalizzata, non è stata interpellata in merito ad una scelta che appare tanto eclatante ed imbarazzante, considerato che Farage assurge al ruolo di paladino di una destra piuttosto radicale.

Già, perché Grillo è andato a cercare un simile personaggio? Forse, non tutti sanno che, nell'ambito del Parlamento Europeo, per poter presentare mozioni e disegni di legge occorre un determinato numero di deputati (minimo 20), espressi necessariamente da paesi diversi (almeno 7). Essendo, il Movimento capeggiato dai capitani d'industria Grillo & Casaleggio, di matrice puramente ed esclusivamente italiana, se ne ricava che i deputati eletti nelle sue file sarebbero destinati a trastullarsi, qualora non avvessero alleati provenienti da altre formazioni politiche. Sicché, dalla missione della campagna elettorale che prevedeva, una volta arrivati a Bruxelles, di strappare il 'fiscal compact', i grillini potrebbero passare all'ingrato compito, meno gravoso e più in uso, di trascorrere molto tempo ai bar e nei ristoranti della sede europea, schiacciando nell'intermezzo qualche pisolino in aula. Un compito, tutto sommato, comune a tanti parlamentari, non solo italiani. Va da sé, dunque, che senza un alleato, il cui partito abbia un seguito a diffusione europea, il M5s rischia di palesare, di fatto, una inutilità ed una impotenza politica difficili da commentare. Non si può ignorare che presentarsi in quel di Bruxelles senza avere una visione politica europea sia, quanto meno, da sprovveduti. Forse, chi, tra giornalisti, artisti ed intelletuali, ha più o meno chiaramente sostenuto Grillo, comincia a provare un certo imbarazzo per una scelta che si sta rivelando ragionevolmente imprudente e politicamente azzardata. Forse, chi dovrebbe educare al gusto non ha naso.

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