L'arco di Ulisse

3 Giugno Giu 2014 1602 03 giugno 2014

Tutta colpa di Caprarica!

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Se gli italiani sapevano così poco di Nigel Farage, il leader separatista inglese, lo si deve al giornalismo frou-frou di Antonio Caprarica, storico corrispondente da Londra della televisione di Stato. Eh, sì, il giornalista dalle mille cravatte sgargianti e l'humor piatto preferisce informarci sulle sfumature del fascino di Kate Middleton, sul carattere dei cani corgi della regina Elisabetta, o sulle bizzarrie elitarie dei suoi sudditi più agiati, e non, piuttosto, sul sorriso sprezzante del leader dell'UKIP (United Kingdom Indipendence Party), il partito britannico euroscettico, fondato nel 1993 da un gruppo di scissionisti del Partito Conservatore, il cui obiettivo principale è quello di ottenere la separazione del Regno Unito dall'Unione Europea. Il farfallone giocoso, strapagato dalla Rai, non ci ha raccontato mai nulla di questa figura politica d'oltre manica, campione di cinismo e critico aspro, refrattario ad ogni proposta e all'impegno costruttivo. Diversamente, avremmo potuto facilmente accorgerci delle analogie che intercorrono tra il partito separatista inglese e il movimento italiano pentastellato, in maniera che nessuno avrebbe avuto di che meravigliarsi nel contemplare Grillo alle prese con un'alleanza apparentemente eclatante. Tutti, o quasi, sanno che nelle dichiarazioni pubbliche del paladino del M5s non si riscontra il minimo cenno d'amore per qualcuno o qualcosa. Parimenti, pare che Farage non abbia mai espresso un solo pensiero che rivelasse simpatia nei confronti di fatti ed individui. Entrambi, buoni solo a tentare di demolire, giammai propensi a costruire. Perché stupirsi, dunque di un simile legame politico e strategico? Evidentemente, fin quando il giornalismo a pois di Caprarica disinforma le masse incollate ai tg divulgando notizie confezionate con fiocchi e nastrini, ci sfuggirà sempre qualcosa di importante da mettere in relazione con la cronaca internazionale.

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