L'arco di Ulisse

16 Giugno Giu 2014 1234 16 giugno 2014

Mineo & Gasparri: la falsa intelligenza della sinistra e l'autentica stupidità della destra

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Le ultime uscite dei senatori Corradino Mineo e Maurizio Gasparri rivelano, una volta di più, la trascuratezza culturale e l'inadeguata educazione alla comunicazione di tanta parte della classe dirigente del paese. Le personalità politiche in argomento hanno offerto quanto di peggio si possa cogliere nelle dichiarazioni pubbliche di un uomo politico. Va da sé, che per l'ennesima manifestazione dimostrativa della miseria intellettuale di Gasparri, già tristemente nota, nessuno o quasi se n'è avuto a soprendere. Così, il povero uomo, sull'onda di una miserabile euforia italica, definendo dei coglioni gli inglesi in segno di scherno per una partita di calcio persa dall'Inghilterra contro l'Italia, ha riscosso innanzitutto la puntuale ed abituale compassione dei suoi connazionali, prima ancora di suscitare una comprensibile pena nei sudditi della Regina. Mentre, grande clamore e sorpresa ha destato la caduta di stile di Mineo. Il senatore democratico, membro della Commissione Affari Costituzionali, ha affermato davanti alle telecamere: “Matteo (Renzi) è un ragazzino autistico che vorresti proteggere perché tante cose non le sa”. Egli ha pronunciato questa frase con il chiaro intento di offendere il destinatario di quella che egli ha creduto fosse una battuta ad effetto, di quelle che fanno immediatamente colpo sull'uditorio. In effetti, vi è da registrare che una platea paradossalmente schierata, nell'occasione, in difesa della moralità si è lasciata andare ad una risata indecorosa, manco avesse ascoltato una finesse d'esprit del miglior Berlusconi.

Sembra evidente che il grado di inciviltà, toccato da chi ha esternato ignobilmente il miserabile pensiero e di chi ne è stato abominevolmente divertito, raggiunga un livello di insopportabilità molto sintomatico e preoccupante. Il caso reclamerebbe non solo il risentimento delle famglie che hanno al loro interno persone autistiche, ma anche la generale ed esemplare reazione di una critica una volta tanto schierata fermamente in difesa dei diritti civili, del comportamento corretto e solidale con le diversità. Chi può ridere della parola autistico se non un ignorante ed un incivile? Chi può dimostrarsi irrispettoso e malvagio verso un problema che interessa circa 600.000 famiglie italiane, se non uno che ne ignora colpevolmente i disagi? Si trova davvero divertente ironizzare su una sindrome patologica che complica maledettamente la vita delle persone che la soffrono e delle loro famiglie, sulle quali credo si regga tutto il peso dell'assistenza?

Pertanto, egregio Corradino Mineo sei un ignorante. E lo sei a ragion veduta, avendo fatto uso del termine con imbarazzante sbadataggine e credendo di fare dell'ironia. Il miserabile tentativo di rimediare alla grettezza della frase proferita conferma la tua coscienza sprovveduta: forse qualcuno, dopo averti fatto prendere visione della brutalità di ciò che sei riuscito a dire, non è stato capace di suggerirti il da farsi per presentare scuse più ragionate e accettabili. Dici che nei riguardi di un bambino autistico si prova affetto e protezione, attribuendogli con banale retorica finanche la capacità di risolvere equazioni molto complesse, e che le tue parole inopportune sono uscite fuori perché eri stanco e provato.

Stanco e provato da tanta ipocrisia, ignoranza e slealtà dovrebbe essere il popolo italiano che permette ai falsi intelligenti come te di svolgere una mansione istituzionale forse non alla tua portata.

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