L'arco di Ulisse

23 Giugno Giu 2014 1904 23 giugno 2014

L'Uruguay travolge un'Italietta supermariovalutata

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Luis Suarez ed Edinson Cavani, attaccanti dell'Uruguay.

Specifichiamo subito che si tratta di una cronaca che precede l'evento, distaccata da esso, ma non necessariamente estranea al contenuto reale di un avvenimento sportivo che ha da venire. Già, perché per dare conto di una partita di calcio bisogna aspettare che inizi e finisca? Una partita come Italia-Uruguay, s'intende, non una qualsiasi altra, dove il risultato potrebbe essere incerto in considerazione di una forza che entrambe le contendenti in campo sono in grado di esprimere, si presta a facili pronostici. E sì, appare abbastanza prevedibile, ma non ai tifosi e ai giornalisti sportivi, che il 24 giugno, alle 19,45 circa, l'Italia intera rimarrà incredula davanti ai teleschermi.

'Un'Italia piccina da tutti i punti di vista è stata surclassata dall'impeto e dalla tecnica degli uruguagi. Nemmeno il più accanito tifoso della 'Celeste' avrebbe mai immaginato un risultato tanto rotondo e trionfale: il 5 a 0 finale rende conto di un confronto giocato da una parte da una squadra di uomini a difesa dei valori sportivi della nazione che sentivano di rappresentare, e dall'altra da una squadra di 'professionisti' milionari che rappresentavano unicamente loro stessi, i loro ingaggi, la loro visione efficientista delle cose. Italia-Uruguay è stata soprattutto questo, un confronto tra chi aspirava fieramente alla vittoria per regalarla al popolo del proprio paese, e chi al di là di un cospicuo tornaconto personale non riesce proprio ad esprimersi più di tanto, nemmeno se si tratta di tenere alta la bandiera del football nazionale, che da sempre assurge, presso la popolazione, a forte richiamo patriottico.

Si aggiunga che una coppia di attaccanti veri, come quella di cui dispone l'Uruguay, non aveva bisogno della performance disastrosa della difesa italiana per esaltarsi e mettere in mostra il suo magnifico repertorio. Suarez & Cavani sono probabilmente tra i migliori attaccanti del mondo, ma sui loro volti si è vista, sin da subito, la voglia di lottare e vincere per qualcosa che serbano nel cuore. La tripletta di Cavani e la doppietta di Suarez sono figlie di un sentimento di appartenenza ad una maglia. Prima ancora della vigoria atletica e delle virtù tecniche, i due fuoriclasse hanno messo sul terreno di gioco l'anima, indispensabile per affermarsi a qualsiasi livello, in tutti i settori dello sport e della vita. All'Italietta, per ora, non resta che stare a guardare a bocca aperta.'

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