L'arco di Ulisse

3 Luglio Lug 2014 1512 03 luglio 2014

Impudentemente immuni!

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L'anticorpo che rende immuni i parlamentari dalla possibilità di essere perseguibili dalla legge, come accade a qualsiasi altro cittadino di questa miserevole repubblica, è costituito da abbondanti dosi di sfacciataggine ed impudenza. La classe dirigente del paese, in un clima già insopportabile di degrado morale, cerca di affrancarsi dalle procedure della giustizia che sono contemplate per le persone normali e si proclama al di sopra di esse. Si avrebbe, pertanto, che 'senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza. Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.' Questo è quanto, nel caso in cui gli egregi svergognati procedessero senza pudore di sorta.

Perché un rappresentante del popolo, già insignito di alcuni benefit rilevanti, oltre a quello squisitamente economico, dovrebbe anche avere un trattamento diverso davanti alla legge? La faccia tosta con cui si cerca di prendere in giro i cittadini ha della straordinarietà: l’immunità parlamentare, stando alle dichiarazioni dell'ultima campagna elettorale per le Europee, non la invocava nessuno; anzi, tutti o quasi ne prendevano idealmente le distanze. Successivamente, è tornata ad assumere un'importanza prioritaria, incontrando i favori di una larga maggioranza, come se senza di essa la stessa attività parlamentare non avesse ragione di esistere. E in effetti, a ben guardare ci si accorge che un numero imbarazzante di amministratori locali sarebbe coinvolto in incresciose inchieste nell'ambito dei rimborsi elettorali. Che sia proprio qui la vera ragione dell'indecente manovra, considerato che l'esecutivo gradirebbe un Senato i cui membri non fossero scelti mediante un'elezione diretta?

Bah, sottovalutare in maniera così grossolana l'intelligenza di un'intero popolo ha in sé qualcosa di sinistramente perverso. Dare per scontato che si può approfittare a dismisura dei contribuenti comporta necessariamente una esagerata sopravvalutazione di se stessi e una irriguardevole quanto infondata disistima nei confronti della popolazione, intesa in tutte le sue componenti. Gestire la politica come una corporazione professionale di mestieranti che sovrintendono al destino di una nazione e di chi vi abita è il fine ultimo di una della più miserabili caste dominanti che si siano mai prodotte in Italia. Buona parte dell'informazione ne è cosciente e prende parte al gioco sporco, vestendo gli abiti del candore immacolato e predicando il verbo dell'innocenza. Fino a quando tutte le untuose copie del 'Corriere della Sera' e de 'la Repubblica' non resteranno invendute, fino a quando più nessuno si lascerà distrarre dagli spettacoli indecorosi dei telegiornali, fino a quando gli italiani non diventeranno popolo che scende in piazza, a milioni, e in silenzio, mostrando la faccia fiera, pregna della dignità di uomini e di donne, a dimostrazione di un'azione di forza senza precedenti e di una performance di protesta di inaudita comunicazione, non potrà esservi una speranza concreta di porre fine alla schifezza che regola la vita di tanta gente e agevola quella di una ristretta cerchia di 'affiliati' e 'nominati'. Soltanto allora i governanti comprenderanno che la misura è colma, che il loro tempo è finito, che un nuovo modo di pensare e di agire li spazzerà via.