L'arco di Ulisse

19 Luglio Lug 2014 1101 19 luglio 2014

L'ultima lacrima

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Il dolore, nella sua componente di sentimento sconvolgente, accoglie nella profondità che gli appartiene tutta la pietà del mondo. L'immagine della bambina palestinese (nella foto) che versa la sua ultima lacrima racconta il dramma nella sua essenza indescrivibile, annientando la retorica che ne descrive gli aspetti inquietanti e che fanno mercato delle vittime di guerra, delle morti infantili, dei corpi martoriati.
La sofferenza di un'anima tanto innocente resta nella cornice della compostezza più solenne, per dar conto di una coscienza cristallina e celeste che giudicherà dall'alto i suoi assassini.
Uccisa dal diritto alla libertà di Israele e dello Stato palestinese, come se la legittimazione della geografia politica dovesse reclamare necessariamente sacrifici di vite umane da immolare sull'altare della democrazia più fasulla, contraffatta e meschina.
Perdono di significato le parole che si insinuano nell'intimità di un'esistenza giunta alla fine per mano delle esigenze assurde dell'umanità. L'aberrazione esemplare è parlare e scrivere del conflitto di Gaza come di una guerra religiosa. In verità, non vi è nulla di più terribilmente ed ignobilmente profano: non vi è una sola religione al mondo che contempli un martirio così abnorme, smisurato nella sua efferatezza e crudele imprudenza. E quel che è peggio, non vi è morale che possa perdonare i responsabili di una simile malvagità, perpetrata a sfregio della dignità degli indifesi e di chi è esente da ogni torto. Mi piace pensare che la lacrima della bimba palestinese contenga tutta l'acqua necessaria per lavare il sangue versato fino ad ora. Denuncia i colpevoli a Dio, piccola, se lo incontri.