L'arco di Ulisse

31 Luglio Lug 2014 1131 31 luglio 2014

Il genio del Ministro Franceschini al servizio degli artisti e degli operatori culturali.

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Lavorare per hobby, a titolo gratuito, al solo scopo di promuovere un'iniziativa del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, pagando di tasca propria la polizza assicurativa e finanche i diritti Siae. Difficile a credersi, ma è la ghiotta occasione, si fa per dire, che offre con tanta generosità, tramite regolare Bando Pubblico, lo stesso Ministero presieduto da Dario Franceschini. Gli interessati dovrebbero essere le persone singole o associate che, nell’ambito del progetto nazionale “Notti al Museo”, intendono realizzare eventi culturali di ogni genere (letteratura, teatro, musica, danza, arti grafiche) presso i luoghi più rinomati del turismo culturale italiano.

Il bando del Mibact muove da nobilissime premesse. Il fine dell’iniziativa è, infatti, quello di promuovere la creatività per rinforzare l’offerta in occasione delle aperture notturne dei musei, cercando di attrarre, attraverso le più diverse espressioni d’arte, un maggior numero di visitatori.

L'idea di utilizzare delle performances artistiche per invogliare la gente a visitare i musei, le pinacoteche e i monumenti è senza alcun dubbio pertinente, ma attuarla a discapito dei lavoratori dello spettacolo e dei creativi in genere rasenta il paradosso più cinico. Il punto 2 del Bando, purtroppo, non lascia dubbi e recita così: “Il presente avviso è rivolto a persone fisiche e giuridiche che intendano realizzare eventi culturali a titolo gratuito in favore del Ministero, ad esclusione di organizzazioni partitiche o politiche.”
Il Ministero, dunque, fa appello agli operatori culturali di buona volontà per allestire spettacoli ed eventi che rendano più fruibile un’iniziativa del medesimo. In pratica, si tratta di mettere al servizio dell’ente statale il proprio ingegno e la propria fatica senza avere nulla a pretendere in termini di onorario. Non solo, per poter contribuire a migliorare il progetto ministeriale bisogna accollarsi degli oneri con esborso di denaro proprio. Ai tanti disoccupati dell’arte e della cultura e dello spettacolo, non sembra vero! Accorreranno numerosi?