L'arco di Ulisse

27 Agosto Ago 2014 1026 27 agosto 2014

Michele Serra, caduto dall'amaca (Pamphlet N.30)

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Il dormiente dell’amaca che sta sospesa tra le pagine de “la Repubblica” si rigira una volta di troppo nell'angusto spazio riflessivo e finisce per cadere giù, senza tuttavia interrompere il pensiero sonnacchioso. Appena ieri, il disteso Serra (che, guarda un po’, ha scritto “Gli sdraiati”, un'analisi superficiale sulle nuove generazioni) ci invitava dall’alto del suo osservatorio, si fa per dire, a non interpretare le cruente notizie di questo agosto come l’incedere inarrestabile di una violenza in aumento. Bisogna fare attenzione al web, egli ammonisce , che, secondo la sua proverbiale visione orizzontale sarebbe l’amplificatore di un male sempre esistito e rimasto inalterato tanto nella ferocia che nella frequenza statistica. E senza mai verticalizzare le sue congetture (per riuscirci gli basterebbe semplicemente appassionarsi agli schemi di Zeman, evitando il più ricercato principio metodologico inerente al Rasoio di Ockham), l’appisolato pensatore si chiede, con le mani incrociate alla nuca giacente, se documentare la crudeltà si renda doveroso, o non sia, piuttosto, un cedimento alla morbosità del pubblico, lasciando trasparire un sottile dispiacere per il fatto che le modalità della comunicazione non vengono più decise nell’ambito delle redazioni dei giornali e telegiornali (infatti non si sapeva gran che sulla maggior parte degli eventi nazionali ed internazionali), ma in un contesto, considerata, appunto, la realtà del web, dove operano coscienze e competenze diverse, più o meno oscene, oppure responsabili come quelle che si attivano sulla carta stampata. La soggettività coricata dell’opinionista eternamente rilassato contempla, quindi, la molteplicità dei mezzi d’informazione come una sorta di “male minore” che sta alla base di uno maggiore, smisuratamente più grande e gravoso, responsabile di propinare ai consumatori di notizie ciò che realmente accade. La verità, pertanto, vista dal livello dell’amaca, è, o può essere, necessariamente morbosa. Per tanti, credo, essa resti, in ogni caso, rivoluzionaria. E con un clic, puoi scegliere se saperla solamente, o anche vederla. Buon riposo, Michele.