L'arco di Ulisse

29 Ottobre Ott 2014 1639 29 ottobre 2014

La 'Ndrangheta in bella mostra all'Expo

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Lavori per l'Expo di Milano.

Se l’Expo di Milano, evento internazionale di rilievo e acclamato da tempo con l’attesa febbrile che si riserva di solito ad un’olimpiade, ha tra le sue finalità quella di rappresentare le “eccellenze” prodotte in Italia, perché escludere la Ndrangheta (una S.p.a. con l’aggiunta di una “m.” che sta per malavitosa), che a partire dal settore alimentare per finire al comparto turistico occupa una posizione di primo piano? I vertici della “Ndrangheta S.p.a.m.” avranno certamente preteso il giusto riconoscimento e l’adeguata partecipazione nell’ambito di una kermesse di alto livello, le cui competenze di organizzazione non sono avvertite affatto estranee ai loro interessi. Anzi, esperienze e risultati alla mano, la loro compagine di affari vanta una continuità manageriale, operativa e produttiva di tutto rispetto. Lo stesso ragionamento avranno fatto pure i rappresentanti delle istituzioni che sovrintendono all’allestimento della “grande fiera” in argomento, avendo dimostrato una particolare attenzione ad includere nella sua gestione quanto di meglio ci sia in fatto di licenziosità, intrallazzi e speculazioni.

L’ordine innaturale delle cose, in questo paese, è tale che l’esclusione di un’organizzazione così capillare, quantunque illegale, dalle vetrine dell’Expo potrebbe apparire molestamente contraddittoria di un costume che si perpetua da decenni e che ogni volta fa valere le proprie ragioni nelle occasioni teoricamente di crescita sociale e di pubblica utilità. E poi, se la stessa struttura organizzativa è riuscita, in passato, con tanta abilità e spregiudicatezza ad ottenere fondi finanche dalla Unione Europea, evidentemente raggirata ad arte, non si capisce per quale motivo non avrebbe dovuto ambire, ora, a partecipare, da par suo, ad una iniziativa che si prefigge di valorizzare il “Made in Italy”, qualsiasi cosa esso sia.

Fin qui la logica che regola una parte della vita pubblica, politica ed istituzionale della nazione. Di seguito, la cronaca reale che, per fortuna, ne stabilisce un’altra, la sola ed unica che può ristabilire un modello di riferimento da cui ripartire in fretta. Le notizie battute di recente riferiscono di tredici arresti tra la Lombardia e la Calabria su ordine della Procura Distrettuale Antimafia di Milano diretta da Ilda Boccassini. Accertati contatti con consiglieri comunali, imprenditori, bancari e un funzionario della Agenzia delle Entrate: le fette di torta su cui sbavavano corrotti e corruttori, manco a dirlo, erano adornate da speculazioni immobiliari e subappalti delle grandi opere connesse all’Expo 2015.

Non sarà più la milano da bere, ma volgarmente da tracannare.