L'arco di Ulisse

7 Gennaio Gen 2015 1301 07 gennaio 2015

L'indolenza insospettabile del signor Lerner

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Gentile signor Lerner,

anche alle persone più intelligenti e colte, ed io la pongo tra queste, capita di avere 5 minuti di stupidità nella vita. Purtroppo, il frangente che relega la sua persona, sia pure temporaneamente, tra gli sciocchi, è tra i più incresciosi di una vasta gamma di atteggiamenti diversamente indecenti, che riguardano direttamente il giudizio in perenne sospensione sulla matrice autentica della cultura partenopea, in special modo su quella dimensione sensoriale che educa alla “napoletanitudine”, più nota come l’insieme di inclinazioni emotive che rientrano in un concetto ben più popolare e divulgato di “napoletanità”.

Affermare, nell’ambito di una disarmante superficialità, manco avesse avuto gli stessi neuroni del leghista Salvini, che il compianto “Pino Daniele era una persona intelligente perché prendeva le distanze dalla napoletanità” è una tale scemenza che finisce per assumere gli effetti che distinguono la coglioneria, tanto più prominente e sostanziale in quanto propria di un intellettuale del suo rango.

Miserabile signore, ha mai pensato davvero, da par suo, a cosa si intenda per napoletanità? Ne hai mai avvertito i riflessi, ascoltando l’intimistico blues del musicista scomparso? Ha mai avuto la sensazione di esserne avvolto e assaporarne l’universalità, leggendo Vico? Ha mai goduto degli umori ballerini degli epigrammisti, magari imbattendosi nella lettura di un Salvatore Di Giacomo?

Povero Gad, come può aver seppellito la sua proverbiale arguzia sotto tanta stoltezza e aver maturato la sciagurata idea secondo la quale la napoletanità contemplerebbe qualcosa da cui gli intelligenti prendono le distanze? Infelice dottor Lerner, le sa bene e meglio di me che l’intelligenza è soprattutto una dote morale. Le pare possibile, pertanto, che chi ne è provvisto possa prendere le distanze dalla riflessione più accorta, dai sapori autentici della tradizione, dalle emozioni più intime, dai sentimenti che danno movimento alla vita, dagli umori più eclatanti e travolgenti, dalla bellezza? Veda, egregio signor Gad Lerner, la napoletanità è tutto questo ed altro ancora. Non le resta che prenderne atto e come diceva Totò: “Lei è uno stupido, si informi!”