L'arco di Ulisse

27 Aprile Apr 2015 1256 27 aprile 2015

La signora Santanché, risposta italiana a M.me Pompadour?

  • ...

Jeanne Antoinette Poisson, detta Reinette, meglio nota come Madame de Pompadour, è stata la più celebre amante di Luigi XV ed una donna tra le più potenti del XVIII sec.

Daniela Garnero, già coniugata Santanché, è, come tutti sapranno, una protagonista della politica del nostro paese che ha ricoperto la carica di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Berlusconi IV. Naturalmente, le differenze sostanziali tra la settecentesca dama francese e la contemporanea italiana sono tante e tali, che tentare di ricorrere ad una ponderata analogia tra i due personaggi sarebbe del tutto fuori luogo. Basti pensare, solo per allontanare ogni possibilità di una seria comparazione, che la favorita del Re benamato, dotata di un fascino e di una caratura intellettuale non indifferenti, fu un'accesa sostenitrice dell'Illuminismo ed ebbe una notevole influenza sulla moda, sul teatro e sulla musica della prima metà del '700; mentre la nostra connazionale, devota a chiunque abbia il comando della destra (ieri Berlusconi, oggi Salvini) può, tutt'al più, col suo maquillage, fare paesaggio, giammai dar luogo a tendenze sociali, o sostenere con vigore un qualsiasi rinnovato concetto filosofico di intendere la vita e la politica.
La Santanché, dunque, reinterpreta la Pompadour, senza somigliarle e senza rappresentarne le pulsioni, i gusti, lo slancio ideologico. Ma, come la Pompadour, l'ambiziosa Daniela si relaziona al potente disponendosi in un atteggiamento atto a compiacerlo. Gli strilli che la cosiddetta 'pasionaria' elargisce nei talk, alternati a dichiarazioni sconcertanti sui più delicati temi sociali ne evidenziano, in modo grottesco, l'impegno in difesa del Salvini-nonsense: una sorta di pensiero che sostituisce il dito medio di Bossi, senza, tuttavia, superarne il livello concettuale.

Si ha, pertanto, che la Santanché rappresenti, per diversi aspetti, la versione satirica della Pompadour, il suo emulo più improbabile, la sua maschera carnevalesca, sì da essere identificabile non nella figura dell'originale, a cui, consciamente o inconsciamente, ella si ispira, ma a quella intenzionalmente eccentrica di una passeggiatrice della Parigi dei primi anni del novecento, a cui gli artisti di Montmartre vollero dare ironicamente la nobile etichetta di “M.me Pompadour”

La risposta italiana alla storica arrivista francese, attraverso la sfavillante signora della politica nazionale, definitasi la 'pitonessa', non poteva essere che una caricatura. Di un tale personaggio, sembra che la televisione di stato, insieme a tutte le altre, non possa prescindere per affrontare un dibattito pubblico. In nome dell’audience o della ragione?