L'arco di Ulisse

22 Giugno Giu 2015 1709 22 giugno 2015

Modigliani nel sottosuolo di Napoli

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Di Amedo Modigliani si è scritto e detto tanto, spesso con cognizione storica, talvolta con quell’ingenuità che porta la biografia di un artista a sconfinare nella pura leggenda. Di certo, Modigliani rappresenta, nel panorama della storia dell’arte, l’esempio più sintomatico di una fine percezione estetica attraverso la quale ha preso forma una ricercata effigie stilistica, inconfondibile ed immediata.

In preparazione della morte del grande artista livornese (1920 – 2020), l’Istituto Amedeo Modigliani presenta la prima sezione di un’opera di altissimo valore e pregio, mai organizzata e rappresentata prima. Si tratta de “Les Femmes”: una installazione presso l’Agorà Morelli, uno spazio di rara suggestione, situato nel cuore della città di Napoli, nel sottosuolo del Tunnel Borbonico. Ben 50 opere di Modì, delle quali l’Istituto possiede i diritti di utilizzo, sono state riprodotte ad altissima definizione su appositi pannelli retro illuminanti a led, in virtù di un processo che ha consentito l’assoluto rispetto delle dimensioni e delle cromature dell’originale. Arricchiscono e contestualizzano la mostra oltre 90 tra foto e documenti d’epoca, spesso inediti, relativi alla vita dell’artista italiano. Un corredo tecnologico di video, filmati animazioni in compositing e app, rende, infine,la mostra un evento straordinario di comunicazione e di divulgazione culturale

Credo che nessuno, come Modigliani, abbia saputo rappresentare l'intimità psicologica della donna, collocandola genialmente in una magnifica dimensione ideale, fatta di mistero, incanto, forza, sensualità. In special modo nei nudi, il pittore italiano offre una testimonianza tangibile dell'universo femminile, interpretandone con estrema sensibilità il decoro, la presenza spirituale ed ispiratrice. D'altro canto, tutta l'arte, da quella più antica a quella moderna, ha sempre tenuto la donna nel giusto conto, sublimando le sue ancestrali doti mistiche di amante e di madre. La stessa letteratura è stata ineluttabilmente condizionata dal brillore della femminilità: basti pensare a cosa era Beatrice per Dante, Fiammetta per Boccaccio, o Laura per Petrarca. Non c'è talento che non abbia tratto dalla delicatezza femminile l'energia necessaria per sognare in grande e creare opere che fanno parte del patrimonio culturale universale.

La mostra, itinerante ed internazionale, resta nel capoluogo campano fino al 9 agosto 2015 ed osserva i seguenti orari di apertura: dal lunedì al giovedì 10.00 – 20.00; Ven-sab-Dom 10.00 – 24.00.