L'arco di Ulisse

2 Ottobre Ott 2015 1710 02 ottobre 2015

Giornali e Talk, non vi reggae più! Davvero, Marino, costituisce il male di Roma?

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Chi, oggi, racconta la politica e i fatti sociali se ne guarda bene dal segnalarne le stesse incongruenze di fondo osservate dalla gente comune, preso com'è da un banale e vanesio esercizio individuale, quasi sempre fine a se stesso e mai rivelatore di alcunché. Ad eccezion fatta, l'informazione attuale dà conto di una rappresentazione giornalistica, costituita da veri e propri atteggiamenti scenici che fanno da eco ad una 'letteratura' di bassi contenuti, in cui affiorano posizioni, interessi di parte e faziosità tangibili. Non opinioni, dunque, o critiche corredate da un ragionamento. Le idee latitano in politica quanto il pensiero nel giornalismo. E a soffrirne è fondamentalmente l'intelligenza dei consumatori di notizie, del pubblico dei talk, degli appassionati della vita pubblica. Una volta, si leggevano i giornali e si guardava la televisione per esserne convenientemente informati, per sperimentare la profondità di uno scritto perspicace o essere edotti da una performance dialettica di un fine dicitore. Ora, non più. Maintenant, gli spazi di grande visibilità sono affidati a piccoli parolai, che quando non vanno cianciando di 'ismi', percorrendo incessantemente il luogo comune, restano in un mutismo più eloquente delle loro chiacchiere, muovendo la testa da entrambi i lati, come quei goffi cagnolini che una volta si vedevano dietro al finestrino posteriore delle auto. Conduttori e ospiti valgono la catodica salsa preconfezionata, mentre gli editorialisti e gli osservatori di punta dei giornali contribuiscono, da par loro, a determinarne il calo di vendite. Ristabilire la morale attraverso il giudizio vuol dire indicare una strada da prendere in considerazione per risalire la china. Dare il giusto valore alle cose e alle persone, in questo frangente, a tutti i livelli e nei campi più diversi, potrebbe avere un effetto liberatorio e di spinta verso un serio tentativo di cambiamento. Valorizzare è fondamentale, ridimensionare è altrettanto importante. Forse, sarebbe il caso di invitare pubblicamente qualcuno a deporre la penna, qualche altro a fare altrettanto con il microfono. Con la loro assenza, diversi professionisti dell'informazione assurgerebbero, finalmente, ad un ruolo di servizio pubblico, alleggerendo l'utenza da ogni sentimento di insofferenza per un modello di comunicazione brevettato per il solo, gretto e buffo trionfo della piccolezza, che appena ieri sera ha trovato un suo momento di esaltazione nell'assurdo e grossolano processo mediatico intentato, contemporaneamente, su diverse tv, al sindaco di Roma, Ignazio Marino. Ma, davvero, quest'uomo, che, come primo atto nelle vesti di sindaco della capitale, chiede, personalmente, alla Guardia di Finanza di ficcare il naso nell'amministrazione, può essere trattato come se rappresentasse uno dei mali peggiori prodotti dalla politica?