L'arco di Ulisse

19 Dicembre Dic 2015 1556 19 dicembre 2015

La Venere di Montecitorio

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Vincenzo De Luca, governatore della Campania, nella sua liturgia settimanale che divulga da Lira Tv, un’emittente salernitana, si sofferma sulla mozione di sfiducia al ministro Maria Elena Boschi originata dal caso della Banca Etruria, e afferma serafico: “Siamo alla barbarie, sfiduciare la Boschi è come sfiduciare la Venere di Botticelli, almeno la Boschi salvaguardiamola in un paese triste, grigio, burocratico. Diamole l’extraterritorialità politica”.

Che il ministro sia una donna graziosa e corrisponda ad oggettivi canoni di bellezza pare alquanto assodato. Per cui, paragonarla al soggetto del dipinto quattrocentesco, lasciandosi trasportare – come è capitato a De Luca – da un eccesso di simpatia, giammai potrebbe rappresentare uno spropositato parallelismo artistico o una comparazione urticante. La Nascita di Venere è senza dubbio una delle opere d’arte più conosciute ed ammirate al mondo. Dipinta da Sandro Botticelli tra il 1482 e il 1485, è diventata un simbolo della pittura del 400 italiano, così densa di significati allegorici e richiami all’antichità.

Il tema, come tutti sapranno, deriva dalla letteratura latina e precisamente dalle “Metamorfosi” di Ovidio. Venere è ritratta nuda su una conchiglia che solca la superficie del mare; a sinistra volano i venti con una cascata di rose, a destra un’ancella (Ora) aspetta la dea per vestirla. Nel prato si scorgono delle violette, simbolo di modestia. Ecco, appunto, la modestia, una virtù che non sembra essere il segno distintivo di tanti politici, meno che mai del governatore campano, che, nella fattispecie, offre al comico Crozza altro materiale prezioso per la costruzione di gag esilaranti. Il binomio Boschi/Venere non farà storcere il naso agli estimatori della bellezza contemporanea del ministro, ma potrebbe procurare qualche prurito agli amanti dell’arte, che nell’opera in argomento vedono soprattutto tanta bellezza spirituale, esaltata da valori etici assoluti e imprescindibili dalla forma estetica contemplata. Voilà, di etica si va parlando. Quanta ve n’è nella vicenda bancaria che coinvolge la famiglia della Venere impersonata da Maria Elena Boschi?