L'arco di Ulisse

13 Febbraio Feb 2016 1029 13 febbraio 2016

Il cardinal Bagnasco bussa all'inferno

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Non c'è alto prelato o prete di montagna che non avverta il pericolo di un crollo verticale della credibilità della Chiesa. Dopo il ridimensionamento della politica, ormai avvertita da tanti come un semplice esercizio di potere in funzione dell'interesse personale, tocca agli uomini del potente apparato religioso fare i conti con l'insofferenza popolare. Per questo, le alte gerarchie del Vaticano, sollecitamente, si producono in proclami moralizzanti in difesa degli umili e degli oppressi, della solidarietà e della bontà, della comunione e dell'acqua santa. Capita, pertanto, che il Presidente del Cei, Cardinale Angelo Bagnasco, avverta l’esigenza di interferire in materia legislativa dello Stato. L'ennesima ingerenza della Chiesa nella politica italiana ha scatenato ulteriori polemiche attorno al ddl Cirinnà. Il cardinale, arcivescovo di Genova, è intervenuto sul dibattito in parlamento augurandosi «che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto».

Appena un anno fa aveva affidato al mondo mediatico questo messaggio: "La politica deve cambiare e cessare di essere una via indecorosa per l'arricchimento personale. Il paese sano è stanco di populismi e chi governa deve scegliere un progetto comune che tuteli i più deboli". Parole, che, in relazione al lusso sfrenato legato alle vicende del suo pari grado Bertone, su cui non ebbe nulla da obiettare, perdono decisamente di santità, suonando addirittura posticce. E vien da pensare che la bellezza intimistica delle piccole chiese dei borghi e delle periferie sia inversamente proporzionale alla doppiezza degli uomini delle grandi cattedrali.

L'esperienza insegna che la natura dell'umanità si dimostri alquanto strana e beffarda nell'eleggere la classe dirigente, quasi sempre costituita da individui di dubbia rettitudine. Il nostro Parlamento ne è un contenitore esemplare. Ora, chiedo, perché un cardinale, che pure viene eletto da uomini, di fede, sì, ma pur sempre uomini, non divinità o super entità spirituali, e quindi con tutte le imperfezioni dell'anima, dovrebbe avere necessariamente una coscienza misericordiosa, intrisa di giustezza? Si sa che, attribuendo verità a cose che in realtà ne restano lontano, molte persone cercano di indirizzare i pareri del prossimo a loro favore solo per mostrare un’immagine di onorabilità che risulta di facciata.
Poiché il campo religioso è quello, che più di ogni altro, offre la possibilità di sembrare buoni e giusti, si ha che tra coloro i quali assurgono a ruoli di guida spirituale si concentri una enorme quantità di ipocrisia. I Vangeli affermano che c’è un “padre della menzogna”(Gv 8, 44) di nome Satana, che nascostamente esercita la sua influenza sulla coscienza dell’uomo, canonici inclusi. In un frangente del genere, di criticità morale, oltre che economica, le contraddizioni della Chiesa emergono in maniera troppo evidente per non darne un'interpretazione condivisibile e fondata: in nome di quale cristianesimo si può negare l’amore, il sentimento e il legame familiare tra le coppie non necessariamente eterosessuali? E, davvero, non si capisce per quale motivo la Chiesa non si adoperi per gli otto milioni di italiani poveri, o per le migliaia di bambini che muoiono ogni giorno nel mondo, con la stessa forza e prontezza con cui affronta i temi etici, allorché si adagia, come nel caso delle unioni civili, su posizioni ostinatamente politiche, piuttosto che agire in armonia con una percezione cristiana della vita. Quando anche il credente più umile comincerà a pensare che tutto l'insegnamento di Gesù risulti estraneo al comportamento delle eccellenze a guida della Chiesa, che, alla stregua dei politici, sembrano tradire, nell’esercizio delle proprie funzioni, una natura ipocrita, la croce sarà sollevata dalle spalle degli ultimi e degli indifesi per rigenerarsi a simbolo divino di giustizia (terrestre). E quella croce, decreterà, con ogni probabilità, che il peccatore CardinalBagnasco, vada all'inferno.

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