L'arco di Ulisse

18 Aprile Apr 2016 1746 18 aprile 2016

A Renzi piace vincere facile

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Il giorno dopo il trivella-referendum, che vado subito a considerare uno dei disastri intellettuali più esemplari dell’elettorato italiano, i giudizi e i commenti che derivano dal suo esito sono, come c’era da aspettarsi, eterogenei, coloriti e distanti. Tanto le testate giornalistiche che i social riferiscono di un quadro naif dove ogni fine o grossolano osservatore aggiunge la propria pennellata, scegliendo cromature e dosaggio di riferimento. I più delicati cercano di (s)chiarire concetti e preconcetti trattati in maniera troppo opaca, i più esagitati finiscono per intorpidire i colori della ragione.

Ci sono i delusi, quelli che sostengono che è stato giusto provarci, quelli spinti al voto dal “battiquorum”, quelli abituati a perdere con dignità, che mai si vedrebbero dall’altra parte a vincere facile, come nella più totalizzante delle pubblicità. E poi riaffiorano quelli che affilano le armi e giurano vendetta, quelli che tengono sempre sul comodino “L’arte della guerra” di Sun Tzu, leggendone qualche riga ogni sera, prima di sprofondare nel sonno dei vinti. Non si fanno attendere i disillusi sarcastici, quelli che non credono che la populace italienne possa rinsavire e decidere che è tempo di non farsi mettere più i piedi in testa, quelli, per intenderci, che hanno preso le distanze da tutto ciò che riguarda la sfera sociale, più o meno alla maniera di Oblomov, il personaggio elegantemente apatico e riguardosamente detestabile di Goncarov.

E non mancano (mai) quelli che sfottono, che deridono i perdenti, andando alla stregua di un tifoso di calcio che si esalta per la propria squadra: tipico di chi avverte il bisogno irrinunciabile di assegnarsi un posto sul carro dei vincitori. Quelli, invece, che vi si arrampicano nel corso di tutta una carriera e di una vita, che un posto su quel carro alato lo hanno ufficialmente guadagnato, beneficiandone a dismisura, giocano, come sempre, a fare le personcine intelligenti, integerrime e virtuose, attente, come sono, a non dare ad intendere una natura ipocrita.

Naturalmente, quelli che, in santa pace, sono andati al mare o assaltato il nuovo centro commerciale, non passando per i seggi, “come da ordinanza istituzionale”, certamente ignoreranno del tutto che il nostro Premier quando non si vota a sufficienza o per niente, vince sempre. Un bene? Oppure un male?