L'arco di Ulisse

9 Novembre Nov 2016 1647 09 novembre 2016

Rondolino, gentilmente, smetta di scrivere sull'Unità!

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Proprio nel momento in cui, dopo il trionfo di Donald Trump, ci si interroga sull’effettivo valore dei media e sulla loro relativa influenza sull’elettorato, ecco che Fabrizio Rondolino, giornalista di una gloriosa testata come “l'Unità”, si lascia andare a un commento su Twitter che la dice lunga su certe menti pensanti del giornalismo nazionale, impegnate nell’interpretazione del voto americano. 'Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale' – tuona il fine pensatore –

Agli occhi dell’arguto intellettuale, a cui il fondatore del giornale per il quale scrive forse non avrebbe permesso nemmeno di distribuirlo per strada, quella che è stata una grande conquista delle democrazie occidentali e del mondo, diventa, all’occorrenza, un grande problema! Un radical scic sotto shock? Può darsi. Siamo un po’ tutti irrimediabilmente meravigliati, del resto, per l'esito elettorale degli States, senza per questo abbandonarci a scemenze esemplari. Un analista che si rispetti non può e non deve giudicare dei poveri deficienti gli elettori che votano un candidato a lui sgradito.

Altrimenti, quale aggettivo bisognerebbe scegliere per qualificare un giornalista che allude, senza nemmeno rendersi conto dell’enorme assurdità, al ripristino della democrazia da censimento? Che si fa, Rondolino, facciamo che votano solo i nobili e i notabili, i banchieri e i finanzieri, i vip e le leadership? Oppure si istituisce una “patente dell'elettore”? Si ha diritto al voto solo se si supera un test che definisce il grado di elitarismo confacente? E grazie al trump, Rondolino, così si vince facile! Per riuscire a spuntarla in una competizione elettorale bisogna sudare e impegnarsi a fondo, e, soprattutto, fare politica, non comunicazione. Occorre, con fatica e pazienza, convincere gli sprovveduti, gli indecisi, i rabbiosi, i disagiati, i delusi, i discriminati, ottenendo la loro considerazione, riacquistando la loro stima, motivando il loro orgoglio.

Per fortuna, pare, che, nel bene e nel male, gli stati considerati democratici e chiamati a segnare la storia dell’umanità seguano vie diverse da quelle indicate da Rondolino, garantendo a tutti, almeno per ora, la scelta di decidere come meglio, o peggio, credono.

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