L'arco di Ulisse

11 Novembre Nov 2016 1734 11 novembre 2016

Hallelujah per Leonard Cohen

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Leonard Cohen durante un concerto all'Olympic Stadion di Amsterdam.

Il genio di Leonard Cohen si è spento all'eta' di 82 anni. La Sony Music Canada, casa discografica dell’artista, lo ha annunciato sulla sua pagina Facebook, scrivendo semplicemente: ''Con profondo dolore comunichiamo che il leggendario poeta, cantautore e artista Leonard Cohen e' morto''. Lo scorso 29 luglio era morta a 81 anni, Marianne Ihlen, sua compagna e musa ispiratrice, raccontata nella canzone “So long Marianne”, come pure in “Bird on a Wire”. Si erano conosciuti negli anni '60, sull'isola greca di Idra. Tra i due nacque una storia d’amore molto intensa e sintomatica. Nel tempo, anche dopo la fine della relazione, Marianne ha continuato a essere per Cohen una significativa fonte di riferimento. Prima di morire, la donna fece in tempo a ricevere la lettera con cui l’autore le disse addio:

'E allora, Marianne, è arrivato questo tempo in cui siamo entrambi molto vecchi e i nostri corpi cadono a pezzi. Penso che ti seguirò molto presto. Sai che ti sono così vicino che se allungassi la mano, potresti toccare la mia. E sai che ti ho sempre amata per la tua bellezza e la tua saggezza. Ma non c’è bisogno che ti dica più nulla di tutto questo perché sai già tutto'.

A leggere questa lettera alla sua destinataria fu Jan Christian Mollestad, regista di documentari, che restò al capezzale del letto di Marianne nei suoi ultimi giorni di vita. Egli raccontò alla Cbc Radio:

'Quando ho letto il passo in cui diceva di allungare la mano, Marianne l'ha allungata davvero. Solo due giorni dopo, ha perso conoscenza e si è addormentata per sempre. Ho inviato una risposta a Leonard, raccontandogli che negli ultimissimi momenti le ho canticchiato Bird on a wire, la canzone che sentiva più vicina a sé. Poi le ho dato un bacio sulla fronte e me ne sono andato, dicendo 'So long, Marianne' '.

Cohen sembra se ne sia andato nel silenzio e nella quiete, dove la sua voce profonda, graffiante e ruvida traccia un solco che rimane nella storia di una generazione di poeti e musicisti che hanno fatto della loro arte un messaggio di pace e d’amore. Dotato di una vocalità straordinaria e una vena poetica di grande impatto, servendosi di un linguaggio più contemplativo che visionario, arrivò alla musica dopo aver scritto un paio di romanzi e una raccolta di poesie, ponendo la sua attenzione su temi di fondamentale importanza, come il misticismo, la religione, l’eros, la contemporaneità malandata e sofferente. Per sua stessa ammissione sudava per ogni parola scritta. Non era uno di quelli che componeva senza faticare. E questo rivela l’impegno e il lavoro che stavano dietro ai suoi brani, composti con l’animo di un’artista maturo, di livello internazionale, che riteneva la conoscenza una condizione imprescindibile dell’evoluzione, salvo farne un cattivo uso per generare il male. La peculiarità che più lo rappresenta è quella sua meravigliosa mania nel costruire una solennità intorno all’individuo, al singolo uomo che si erge a immagine universale.

Altrettanto caratteristico della sua composizione è, talvolta, il gioco complesso del suo lessico, che non si presta affatto a una facile interpretazione, dando l’impressione di offrire un linguaggio da decifrare per accedere al suo reale contenuto. In un brano di notevole fascinazione come “Hallelujah”, ad esempio, vi è tutta la molteplicità del suo intuito poetico. Non manca chi, nell’interpretazione del testo, ne ritrova gli echi nella trama di un libro come “Il Maestro e Margherita”, di Bulgakov, o, addirittura nella “Histoire d’O” di Dominique Aury.

Ci resta il suo ultimo disco, “You Want it darker”, pubblicato da meno di un mese, per scoprirlo nella sua dimensione finale, per assaggiare il particolare gusto melodico della sua voce penetrante, per lasciarsi trasportare dalle sue ultime parole ragionate, sentite, elaborate. E idealmente si eleva, nei cuori di chi lo ha amato e apprezzato, un emotivo “Hallelujah”, per ricordarne la vita, l’arte, l’umanità.

“C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.” Recita un suo aforisma.

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