L'arco di Ulisse

17 Dicembre Dic 2016 1508 17 dicembre 2016

Non ti muovere, Virginia, resta lì, dove sei!

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"Andiamo avanti con serenità, Marra non è un esponente politico", dice Virginia Raggi. Come se non fosse vero che l'arrestato è una figura potentissima che la sindaca ha difeso strenuamente, fino ad arrivare a minacciare le dimissioni, in caso fosse stato allontanato. Adesso è stato oltremodo allontanato. La Raggi, però non si dimette. Ha detto che Marra non è affatto il suo braccio destro, come viene raccontato da tutti e come si evince dai fatti, ma che lo sono i cittadini romani.

Bene. Molto bene! Resta al tuo posto, Virginia. Non ti muovere! Per quanto mi riguarda sono contento perché finalmente potrai dimostrare in maniera tangibile il teorema su cui si regge il tuo movimento. Un teorema che si basa sull'agitazione del risentimento popolare subculturale di una massa rispettabile, ma senza identità, diventata uno strumento animato nelle mani di un pessimo demagogo. Resta dove sei, così potrai dimostrare quanto l'assenza di confronto e democrazia all'interno del M5s non possa garantire la crescita di chi fa politica e men che meno di chi vuole governare.
Continuerai, insieme ai tuoi, a far credere di essere migliori degli altri, dimostrando inequivocabilmente di raggiungere, invece, un livello ancora più basso. Perché l'ipocrisia, egregia sindaca, nella vita come in politica, proprio nessuno la regge più. Ecco, gentile Virginia, tu sei l'indice più genuino che vale a qualificare la doppiezza di una classe dirigente, fino ad ora mal celata da dichiarazioni sconnesse e urlate, proclami di purezza, atteggiamenti di presunta onestà, che rivelano, piuttosto, una totale incapacità di programmare, di sovrintendere, di produrre idee e competenze in campo amministrativo.

Vai avanti, che fa bene alla politica sapere chi sei e come ti muovi. Non ti immolare sull'altare sacrificale del tuo guru, che per dirsi estraneo alle tue vicende starà già pensando di prendere le dovute distanze dalla tua giunta e di espellerti dal movimento, poiché non può certo permettersi "impurità" interne, una volta venute a galla e diventate di dominio pubblico.
Resisti, Virginia, cercheranno di farti fuori perché hai compromesso il funzionamento dei congegni che regolano il megafono urlatore dell'intero movimento. Grillo e, dunque, il M5s, non potrà concedersi di avere tra le sue file una sindaca di Roma da considerarsi alla stregua di tutti gli altri che l'hanno preceduta (eccezione fatta per Marino). Diversamente, perderebbe una gran parte di quella rabbia scomposta che rappresenta l'autentica linfa vitale del movimento stesso.

Non ti dimettere da sindaca, Virginia, perché Grillo tiene più a quella rabbia che a te e alla tua sorte politica. Arrabbiati più di lui e resta al tuo posto, se puoi. Stai ferma lì, Virginia, così darai prosieguo al tuo mandato, voluto dai romani e ottenuto con tanto impegno e sacrificio. E quel che più conta, risolverai una volta per tutte il più grande equivoco politico di massa della storia moderna italiana, dopo quello relativo al fascismo, naturalmente.

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