L'arco di Ulisse

29 Dicembre Dic 2016 1255 29 dicembre 2016

La solitudine di Virginia Raggi

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Credo si provi un senso di pietas per Virginia Raggi. Umanamente, il suo caso di "abbandono" dispiace, tanto più che Grillo la mollerà del tutto non appena lo riterrà necessario, ovviamente per il bene del movimento stesso. Ormai, la signora ha compromesso il funzionamento dei congegni che regolano il megafono urlatore dell'intero movimento, che non potrà concedersi di avere tra le sue file una sindaca di Roma da considerarsi alla stregua di tutti gli altri che l'hanno preceduta (eccezione fatta per Marino). Diversamente, perderebbe una gran parte di quella rabbia popolare e scomposta che rappresenta l'autentica linfa vitale delle cinque stars.

Purtroppo, la confusione e l'appannamento della Raggi dimostrano, meglio di qualsiasi critico del M5s, che senza una visione corretta della politica e senza l'applicazione di un trasparente metodo di confronto interno, l'onestà da sbandierare diventa solo uno slogan posticcio. Un ritornello distintivo che preclude alle competenze. Un marchio inconfondibile di inadeguatezza. È la logica grillina a creare necessariamente degli incapaci. E anche quando la (de)selezione della classe dirigente voluta dal comico conta delle persone diligenti, sobrie e armate di buona volontà, come appunto la Raggi, il risultato politico non può essere che frustrante, poco lineare e per niente funzionale a una buona amministrazione.

Così, nell'ottica contorta del grillismo e nella continuità disarmante della cinica politica romana, il capodanno capitolino si avvia ad essere una festa triste, priva di qualsiasi slancio che indichi buoni propositi, senza neanche quella voglia di baldoria liberatoria e propiziatoria, che di solito sorge spontanea per salutare l'anno vecchio e accogliere briosi il nuovo. Virginia Raggi, è sola, e, in qualche modo, la città di Roma risente della sua solitudine e del suo umore. Ci sarebbe da chiedersi dove saranno mai tutti quelli che l'hanno pubblicamente sostenuta, a partire dai personaggi dello showbiz, come Antonello Venditti, Claudio Santamaria, Sabrina Ferilli e altri ancora. Avrebbero potuto mettere su uno spettacolo di capodanno da offrire a Roma e alla sua sindaca, non fosse altro per dimostrale solidarietà. Sarebbe stato un gesto di generosità per la città che certamente ameranno, oltre che un sostegno morale e molto pratico alla loro Virginia, che si trova a vivere il tormento di un periodo difficile, isolata dal voltafaccia dei gruppi di potere che erano al suo fianco quando si è destinata al Campidoglio.

Tutti scomparsi, gli amici e gli adulatori di Virginia? Dove sono finiti, adesso? Possibile, che una donna, prima accolta come l'imperatrice-liberatrice della capitale, possa essere considerata, poco dopo, una figura da cui stare alla larga? Già, per tanti, ora, risulta poco conveniente accostare la propria immagine a quella di Viriginia Raggi, in odore di decadenza. Anche per questo, la sindaca, meriterebbe la solidarietà dei tanti, avversari politici inclusi. Certo è che l'ascesa e il declino di una stella, in politica, può avvenire in un lasso di tempo davvero breve. Se questo è un paese normale!

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