L'arco di Ulisse

31 Gennaio Gen 2017 1534 31 gennaio 2017

La firma sismica di Trump (Pamphlet transamericano)

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A ciascuno la sua firma, certo. Ma, quella di Donald Trump, 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America è davvero sintomatica. E dice tanto del personaggio, o, semplicemente, si presta che è una meraviglia al gioco dell'interpretazione della sua indole. Mica bisogna essere per forza un grafologo per restarne impressionati? L'avete vista bene? Per le tinozze di Giove Pluvio, somiglia al tracciato ottenuto dal tremolio di un sismografo! A scelta e, grossomodo, rimanda anche all'elettrocardiogramma di una persona abbastanza agitata.

Pare ovvio che egli non scriva allo stesso modo di come firmi, avvertendo il bisogno di estendere nell'autografo un marchio di appartenenza araldica, che nelle intenzioni sembra voler esprime una grandeur napoleonica, di uomo forte, di comandante imperiale. Nella firma il Trump mette un'attenzione particolare, concentrandosi come si fa per un pensiero complesso e profondo, fino a spremere le meningi e a sospingerle verso la corteccia cerebrale, per dar luogo alla materia grigia di guidare la mano al compimento dello scarabocchio presidenziale, concepito come l'opera di un genio prestato alla politica.

L'ordinario segmento anagrafico viene ad assumere, così, nella sua superba ostentazione, il tratto di un logo di regime che si erge a simbolo di un potere ansimato e da perpetrare, evocando la solennità estetica della bolla papale da inquisizione, nella pienezza di una tragica corrispondenza
tra il documento da firmare e la firma stessa. Quale segnatura, dunque, potrebbe incastrarsi cosi bene con il contenuto di un decreto che dispone discriminazioni di ordine religioso, se non quella che raffigura la firma di Donald Trump?

Al di là dell'immaginazione ludica e semiseria, restano le domande. Quando il presidente degli States mette nero su bianco il suo nome e cognome, cosa sta dicendo a se stesso e al mondo? Ciò che è, che sarà, o che vorrebbe essere? La firma rivela i suoi propositi, le sue ambizioni, le sue manie? O, è soltanto un'impronta digitale che afferma l'identità caricaturale di un uomo finito in maniera accidentale sul trono più alto del mondo?

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