L'arco di Ulisse

10 Febbraio Feb 2017 1512 10 febbraio 2017

Il giornalismo orfano del bunga-bunga prediletto da "Libero"

  • ...

Cosa sia diventata la politica, in certi frangenti, lo sappiamo tutti. Della degenerazione del giornalismo, invece, non si discute mai abbastanza. Ce ne offre la possibilità, oggi, il quotidiano "Libero", diretto da Vittorio Feltri, che firma un pezzo sulla Raggi, dal titolo equivoco e allusivo: "Patata bollente". Il sottotitolo spiega in maniera esaustiva, se mai ce ne fosse stato bisogno, dove il fine pensiero vuole andare a parare: "La sindaca di Roma nell'occhio del ciclone per le sue vicende comunali e personali. La sua storia ricorda l'epopea di Berlusconi con le olgettine, che finì malissimo".

Cominciamo col dire che il paragone con la vicende tristemente note dell'ex premier non pare calzante. "Almeno il Cavaliere pagava le sue amanti di tasca propria", afferma, serafico, Feltri, nel suo signorile articolo, lasciando chiaramente intendere il peggio: una correlazione, francamente impropria, tra la vita privata di Silvio Berlusconi e quella di Virginia Raggi. Così, che lo stipendio triplicato di Romeo assurga a lauta ricompensa per gli stessi servigi offerti dalle frequentatrici di Villa San Martino, ad Arcore. Ma, che roba è? Una sorta di esempio di pari opportunità all'italiana? La donna di potere, che al pari dell'uomo, si adagia al ruolo comunemente inteso? Davvero, Feltri può rovinare in questo modo, sulla prima pagina di un giornale, sulle vicende che vedono una donna, investita di una importante carica pubblica, vivere momenti di grande difficoltà politica e personale?

Le "colpe", o se si preferisce, i limiti della Raggi sono ben altri, e di una natura che prescinde dalla sua vita sentimentale, o dalla sua scelta di come passare il tempo libero. E restano immuni dal giudizio speculativo e dal chiacchiericcio venefico delle comari da quartiere. La sindaca non rappresenta per nessuno un oggetto di critica per le sue scelte di vita, e risponde pubblicamente solo del suo operato politico e di amministratrice, come qualsiasi persona che riveste un ruolo istituzionale: è l'ABC del giornalismo corretto, della critica pura, della civile comunicazione.

La Raggi non è affatto inidonea e inadeguata come donna, potrebbe esserlo come sindaca di Roma. E questo, solo questo, dovrebbe essere il punto di osservazione da cui muovere critiche e invettive. Diversamente, ogni osservazione sulla sua persona è un miserabile gossip che non può assurgere a una forma di giornalismo da consumare e legittimare nella desolata cornice dell'orfanilità del bunga-bunga. Incredibile, con mille motivi da argomentare per una seria analisi sui ristretti confini pratici e ideologici che demarcano la sua giunta, si va a sceglierne uno che esula dal ragionamento critico, che appartiene unicamente alla sfera del finto maschio, pettegolo, maligno e linguacciuto!

Correlati