L'arco di Ulisse

28 Febbraio Feb 2017 1220 28 febbraio 2017

L'elogio del pensiero di Mario Adinolfi

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Il commento di Mario Adinolfi (blogger, giocatore di poker e, ahimé, ex parlamentare della repubblica italiana) sulla vicenda dolorosa di Dj Fabio, non meriterebbe osservazioni di sorta e andrebbe stigmatizzato con un mutismo eloquente, distinto da un sorriso amaro, di quelli espressivi e indicativi mille volte più delle parole, che, per intenderci, la dicono tutta sulla dicotomia al fulmicotone stupidità/malvagità. Tuttavia, voglio dare voce al mio penoso sorriso, probabilmente lo stesso di tante altre persone, affinché la smorfia misericordiosa e di compatimento per il noto e straordinario minus habens, che in veste di rabberciato ideologo ha addirittura fondato un partito denominato il “Popolo della famiglia”, abbia a comunicare lo stato di avvilimento comune di fronte a una scemenza tanto esemplare, a cui l’autore conferisce virtù ideali.

“Hitler, almeno i disabili li eliminava gratis”, ha sentenziato il grazioso Adinolfi dopo aver appreso della morte di Fabiano Antoniani, pescando da una riflessione ponderata ed elaborata, che evidenzia, una volta di più, tutto il potenziale della sua mente eccelsa. Non vale nemmeno la pena soffermarsi sulla inidoneità della comparazione, tanto essa è chiara e lampante nel ricordare inutilmente e in maniera così torva la tragedia legata ai disabili gasati del nazismo. Appare certo che l’esternazione dell’esteta, contemplata nell’insieme del contesto letterario che la include, costituisca l’apice di un singolare costrutto di crudeltà e negligenza, a cui resta difficile riconoscere le proprietà intrinseche del pensiero.

Il fenomenale Adinolfi, dunque, per via delle caratteristiche malvagie tanto connesse a uno stato di eccezionale attività cerebrale, volta a produrre corbellerie (stronzate) in serie, sfugge all’analisi sintomatica di chi volesse trovare, nel campo illimitato della crudeltà umana, i limiti formidabili del suo talento da citrullo. È possibile, ci si potrebbe chiedere, che una persona possa dare manifestazioni così basse della sua identità, senza voler affermare nella bassezza che esprime, un qualcosa di misterioso simile a una provocazione? Si faccia attenzione: spesso, chi agisce e pensa da cretino, non è distante da quello che dimostra, è proprio un cretino!

Naturalmente, non sono favorevole alla sua interdizione per un mese da Facebook, dove ha, appunto, pubblicato la sua opinione sull’eutanasia del nostro connazionale avvenuta in Svizzera.Adinolfi, come qualsiasi altro utente affine al suo modo di produrre congetture, volte a ferire grossolanamente le convinzioni e la dignità altrui, a manifestare prontamente un’ottusità che ha dell’incredibile e a dare prova di una esistenza triste e priva di slanci, ha diritto di sguazzare nella sua forma mentis e darne, puntualmente, testimonianza pubblica. In fondo, come tutti i poveri disturbatori del web pretende solo un po’ di attenzione. E nel web, come nella vita, ci sono da fare distinzioni nette, che non riguardano il bene e il male, o la cultura e l’ignoranza, ma i diversi modi di stare al mondo.

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