L'arco di Ulisse

3 Luglio Lug 2017 1441 03 luglio 2017

Le donne parasole e la politica dei paraculi

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La Fonderia Abruzzo è, nelle intenzioni di chi l’ha pensata e organizzata, un laboratorio di idee e di visioni, inerenti alla progettazione politica di una regione, che ha come luogo di rappresentazione la splendida Abbazia Celestiniana di Sulmona. Ovidio proveniva da queste parti e chissà cosa avrebbe pensato dell’uso delle donne per riparare dal sole gli uomini che hanno argomentato sull’organizzazione futura del suo territorio d’origine e delle collettività che lo abitano? La due giorni all’Abbazia, organizzata dal governatore Luciano D’Alfonso per dare una programmazione alle idee per lo sviluppo dell’Abruzzo, che ha visto la partecipazione del ministro alla Coesione Territoriale, Claudio De Vincenti, si è chiusa con un episodio che finisce per alienare i buoni propositi della manifestazione stessa.

Gli organizzatori, infatti, hanno pensato bene di utilizzare solo femmine per riparare dai raggi UV del sole la delicatissima pelle dei leader politici, solo maschi, che hanno partecipato al dibattito su un palco allestito all’aria aperta. Francamente, siamo di fronte a una chiara negazione della parità di genere che ha del grottesco e che testimonia, ancora una volta, quanto il problema sia ancora lontano dall’essere risolto, tanto più che se ne verificano risvolti incresciosi laddove ci si aspettano esempi virtuosi. Ma, se non è la politica, e, dunque, la classe dirigente a diffondere messaggi incoraggianti circa un argomento tanto fondamentale per lo sviluppo della vita comune del paese, come si può sperare che l’incultura della disparità tra uomini e donne non prevarichi nelle famiglie, nel mondo del lavoro e, in genere, nella cosiddetta società civile?

Vedere delle ragazze che svolgono la funzione di parasole e parapioggia al fine di favorire e conciliare il dibattito pubblico di uomini placidamente seduti, dà il senso di cosa possa essere e rappresentare il quadro politico, sociale e culturale di una nazione che continua a umiliare fuori misura l’intelligenza femminile, di cui, invece, i paesi più evoluti si servono per primeggiare. Ma, dove vogliamo arrivare e cosa vogliamo essere? Davvero, oggi, possono rendersi proponibili simili attestazioni di maschilismo, come se il tempo, e si tratta di centinaia di anni, in cui le donne hanno dimostrato, tangibilmente, tutto il loro valore non fosse mai stato speso per difendere una parità che è nell’ordine naturale delle cose, dei sistemi, della vita, tranne che nella mente stolida di certi uomini?

Rimane da indagare quale tipo di sensibilità si agiti nell’animo e nel pensiero di un parlante seduto al riparo dal sole per mezzo di una donna che regge l’ombrello sulla sua testa. Dubito, che un uomo che si faccia cogliere in una circostanza tanto poco maschile e per niente galante, possa proferire parole che il sole non sciolga nell’aria, o che la pioggia non riduca in brandelli, senza che tocchino nemmeno terra e men che meno giungere all’orecchio di qualcuno. Chi vuoi che ascolti un paraculo, coperto da un parasole, come se fosse un mandarino cinese dei secoli passati?

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