L'arco di Ulisse

22 Agosto Ago 2017 1354 22 agosto 2017

E, se Faust maledicesse Comunione e Liberazione?

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Da circa quarant’anni una peculiare versione de “la meglio gioventù” del paese, si raduna sulla riviera romagnola per allestire il più inutile dei meeting cosiddetti culturali, all’interno del quale prende forma, senza contenere alcunché, un confronto piuttosto misero sui grandi temi, caratterizzato dalla testimonianza conciliante dei protagonisti della politica.

Si tratta della kermesse di Rimini, una fiera dell’ipocrisia organizzata dai giovani di “Comunione e Liberazione”. Come da tradizione, il tema della riunione prende spunto dai classici per proporre una riflessione sull'attualità. Quest'anno, a ispirare gli organizzatori è una frase di Goethe, tratta dal “Faust”: «Quello che tu erediti dai tuoi padri riguadagnatelo, per possederlo».

La meditazione ufficiale, al riguardo, dovrebbe interessare lo stucchevole raffronto tra generazioni. Le nuove, dovrebbero conoscere, apprezzare e impossessarsi di ciò che hanno ereditato dalle precedenti? E, di grazia, in epoca moderna e di recente, cosa avrebbero ereditato e da chi avrebbero dovuto apprendere i giovani di oggi? Nel neo-oscurantismo che stiamo vivendo, dove il pensiero davvero libero e indagatore è in uno stato di rovina senza precedenti, il meeting in questione apporta il proprio contributo di opacità intellettuale e di falsa libertà.

In verità, si è liberi solo di proferire scemenze esemplari, divulgate come se fossero spunti di fine e articolato ragionamento. La stessa morale del Faust, di Goethe (un umanista di cui credo di aver letto per intero tutta l’opera che conta, dall’iniziale e celebre “Werther” alla meno conosciuta “La vocazione teatrale di Wilhelm Meister”), è del tutto estranea alle abitudini filosofali di un movimento come “Comunione e liberazione”. L’anima di Faust viene salvata perché mai venduta al diavolo per sete di lusso e potere. La figura cinquecentesca riadattata da Goethe scende a patti con Mefistofele per soddisfare irrefrenabili aneliti di conoscenza. È il sapere che muove Faust e lo spinge verso il diavolo. Mentre, si direbbe che a indirizzare “Comunione e Liberazione verso Dio” sia il potere.

Il discorso inaugurale del raduno del movimento ecclesiale del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sull'eredità e del futuro dell'Italia, a pochi mesi dalle elezioni, conferma l'attenzione di Cl, guidata da monsignor Julian Carron, per le sacrosante e benedette figure di mediazione, pronte a rivestire ruoli importanti in caso di “larghe intese”. Oltre al Cardinale Paolo Parolin, Segretario di Stato vaticano, che concluderà i lavori, è attesa sui palchi del meeting una massiccia pattuglia di ministri: Graziano Delrio, Valeria Fedeli, Giuliano Poletti, Angelino Alfano, Andrea Orlando e Carlo Calenda, a cui si aggiungono il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, un habitué di quel proscenio incensato, e il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, chiamato a intervenire, da par suo, sulla difesa della pace nel mondo.

Non mancheranno di parlare di politica, come se la materia fosse oggetto di un laboratorio aperto sulle sue nobili finalità e non un intreccio di relazioni private e compromessi pubblici, come, appunto, viene concepita nell'appuntamento riminese, Enrico Letta, particolarmente apprezzato dai seguaci di don Giussani, i governatori di Emilia Romagna, Lombardia e Liguria, Stefano Bonaccini, Roberto Maroni e Giovanni Toti, il sindaco di Firenze Dario Nardella, l'ex leader di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti (protagonista di un fulminante percorso personale di ricerca esistenziale e cattolica) e l'ex presidente della Camera Luciano Violante. In rappresentanza del mondo dell'economia e della finanza interverranno il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che farà il punto sulla crisi economica, e il presidente di Atlantia e Autostrade, Fabio Cerchiai.

Il tutto, offerto da un’organizzazione parapolitica tra le più influenti della nazione. “Alla radice del nostro modo di fare politica c'è un atteggiamento religioso!", dicono gli iscritti. E, potrebbero avere anche ragione. Perché, no? Intanto, al di là delle vicende giudiziarie di uno dei pilastri del movimento, quel Roberto Formigoni, a cui sono stati sequestrati beni per centinaia di milioni di euro, la congregazione politica e religiosa continua a offrire al centrodestra e anche alla sinistra ministri, sottosegretari e quant’altro per contribuire a costituire la classe dirigente del paese, partecipando, nell'ambito dell'esercizio del potere, alla logica non proprio cristiana delle spartizioni.

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