L'arco di Ulisse

6 Settembre Set 2017 1141 06 settembre 2017

L'elemento razzista come antidoto alle malattie

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"Dopo la miseria portano le malattie", titola, oggi, Libero, offrendo ai suoi lettori un altro spunto di riflessione, si fa per dire, volto a chiudere le porte in faccia all’immigrazione, colpevole, a questo punto, secondo i fini osservatori del giornale, di qualsiasi problema di ordine politico, sociale, economico, salutare, e chissà, forse anche meteorologico.

Parte dell’informazione, dunque, cerca di far passare, da par suo, false verità ormai smascherate e convenientemente confutate, fino a ridimensionarne del tutto la valenza di veridicità. Non sono pochi quelli che vorrebbero farci credere che, senza stranieri, non solo saremmo più ricchi e felici, più occupati e soddisfatti, più rilassati e sicuri, e avremmo treni più puliti e profumati, scuole più funzionanti, locali più accoglienti e divertenti, ma saremmo anche più sani e belli.

Pertanto, secondo “Libero”, nella convinzione semplice e preconcetta, contemplata da ogni forma di razzismo, e comunque scientificamente errata, secondo cui la specie umana possa essere suddivisibile in razze biologicamente distinte, caratterizzate da diverse capacità intellettive, valoriali o morali, sì che un popolo possa essere considerato superiore o inferiore a un altro, vi sarebbe la salvezza del nostro paese e degli italiani.

L’elemento xenofobo e razzista, dunque, come antidoto contro ogni forma di male e di malattia: i lettori del famigerato quotidiano sono sollecitati a pensare che, senza gli immigrati, non ci ammaleremmo quasi mai, gli ospedali sarebbero semivuoti e ci finirebbero solo i vecchietti che cadono per le scale.

Naturalmente, il tentativo di alimentare un clima pesante e insicuro per favorire un sensazionalismo giornalistico e politico dissennato, oltre a risultare spregevole, si presenta, spesso, ridicolo.

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