L'arco di Ulisse

5 Novembre Nov 2017 1118 05 novembre 2017

Paestum, l'estrema schifezza accanto ai tesori dell'archeologia

  • ...

Quello che si è visto a Paestum, in questo primo fine settimana di novembre, nella domenica dell'ingresso gratis al Museo e al Parco Archeologico, ha dell'inverosimile. Lo spettacolo che si presenta agli occhi dei viaggiatori internazionali ha una componente di incredulità tale, che non si può fare a meno di pensare a una scenografia metafisica dell'orrore, costruita ad arte per accostare l'estrema schifezza della zoticaggine contemporanea all'incommensurabile bellezza dell'estetica classica antica. Un Parco Archeologico di grande fascinazione, come quello pestano, insozzato da quel che rimane di una discutibile kermesse turistica, denominata BMTA (Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico) e allestita nei giorni scorsi, in un grosso tendone rettangolare, posto a ridosso dell'Athenaion.

A qualche decina di metri dall'edificio religioso eretto nel 500 a. C. il suolo si presenta come una discarica a cielo aperto. Un continuo di immondizia e sporcizia, costituito da plastica, cartoni, bottiglie di birra, stracci, residui di lavorazioni, è lì, in bella mostra, offrendosi al visitatore nel segno più tangibile di un'estetica del disgusto che rovina sul più sacrosanto principio di civiltà e moralità. Accanto ai tesori dell'archeologia, si lascia il rimasuglio sconcio di una subcultura finanziata, pubblicamente elogiata, miserabilmente perseguita. L'orribile management moderno, che appiattisce, ridimensiona e imbruttisce, riduce un luogo come l'antica Poseidonia a poco più di una giostra fieristica, in barba al qualificante turismo emotivo e sensoriale, a cui Paestum è naturalmente vocata.

Non si è ritenuto opportuno tutelare, nella circostanza, dei monumenti sintomatici per la storia stessa dell'umanità, essendo, quegli esempi di edificazione, un'architettura che ha influenzato costruzioni di grande rilevanza in tutto il mondo, a Washington come a Londra, a Parigi come a Helsinki. Si continua a non avere rispetto e a non tenere nel giusto conto l'importanza umanistica di una città come Paestum, che, se non fosse arrivata fino a noi, come è capitato a tanti luoghi dell'antichità, l'immagine architettonica mondiale, oggi, sarebbe considerevolmente diversa. Qualcuno, evidentemente ignaro della storia da cui è avvolta e della sua ostinazione a sopravvivere, è responsabile dell'oltraggio perpetrato in un luogo che ha dettato uno stile estetico di livello internazionale. Qualcuno che non sa, non ha appreso e non ha consapevolezza che Paestum abbia generato altrove palazzi e cattedrali. Senza Paestum, infatti, Milano non sarebbe stata segnata dal neoclassicismo napoleonico, e dunque, non avrebbe le sue porte. E tante città europee, dove in epoca moderna si è celebrato il trionfo del modello plastico dei templi poseidoniati, non avrebbero avuto monumenti ed edifici di grande impatto.

Pertanto, se non si è coscienti del fatto che Paestum rappresenti una sorta di immagine intatta con il sacro, l'antico, il sublime, che col tempo non perde affatto di dignità e men che meno si riduce a ordinaria "rovina", si trova finanche normale lasciarne, per qualche giorno, una parte sommersa dall'immondizia. Ci si metta bene in testa che Paestum non è una favolosa città morta, o un catalogo di squisiti reperti, che pure richiederebbero una tutela e una cura adeguate. Paestum è una straordinaria apparizione (dell'antichità), dove memorie di pietra hanno scatenato la fantasia degli architetti, producendo una geometria morale che ha del sensazionale. Non rispettarne il messaggio artistico e l'etica silente vuol dire non avere il senso della sua percezione. E, chi vi opera, perseguendo atteggiamenti non consoni alla sua protezione, lo fa abusivamente, in maniera ingannevole ed effimera, lasciando come testimonianza della propria presenza un cumulo di immondizia solida e una montagna di fetenzia culturale.

Correlati