L'arco di Ulisse

16 Gennaio Gen 2018 1306 16 gennaio 2018

Gli italiani preferiranno il caos alla ripetitività

  • ...

Per prevedere l’esito elettorale delle prossime politiche c’è chi si affida al naso, alle proprie intuizioni e ai convincimenti personali che è andato maturando nel corso delle proprie esperienze, non solo professionali, ignorando del tutto i numeri e le percentuali riportati dai sondaggi. Per quanto mi riguarda, sono tra questi. E, resto convinto che gli osservatori della politica, anche quelli che vanno per la maggiore, non sempre si pongono le domande giuste, quelle che, magari, potrebbero rivelare novità da indagare al di là della metodologia di un opinionismo formale e quasi istituzionale.

Così, sulla cultura zoppicante del candidato del M5S, Luigi Di Maio, si costruiscono invettive e ragionamenti che, contrariamente alle intenzioni, finiscono per rappresentare la migliore propaganda politica che si possa fare in favore di un personaggio tanto inadeguato. Da sempre, la forza motrice del movimento grillino è rappresentata dalle analisi scontate, benché veritiere, di chi vorrebbe ridimensionarne le ambizioni. Pertanto, pure a fronte di un’ignoranza autentica e ben adornata, come quella del candidato a premier dei cinquestelle, la presunta superiorità intellettuale dei suoi competitor rappresenta per molti italiani qualcosa che risulta distante e di cui non fidarsi, e in ogni caso più urticante e meno persuasiva della riconoscibilissima incompetenza da ascrivere allo stesso Di Maio. A spingere il M5S verso il traguardo di prima forza politica della nazione sarà unicamente lo scarso appeal delle forze antagoniste, ormai ritenute, anche da chi le voterà, prive di quell’energia vitale che distingue ogni processo di evoluzione sociale.

Sia ben chiaro, a mio parere gli elettori non voteranno pensando di scegliere tra una onesta e beata ignoranza crassa (rappresentata dai grillini), e una disonesta e furbesca intelligenza garantista ed efficientista (rappresentata dalle altre forze che concorrono), quanto piuttosto tra la continuità e il caos. E, a tanti, in maggioranza, alletterà più il possibile ignoto grillino, in quanto potrebbe contenere un’eventuale sorpresa, quand’anche fosse sconveniente, che non la certezza di un continuum destra-sinistra, considerato, nella sua triste ripetitività, scarsamente produttivo e propizio.

Ai fini osservatori politici non resta che chiedere: è più ignorante Luigi Di Maio, o chi non sa che, in Italia, in ogni dove vi è un Luigi Di Maio? Va da sé, dunque, che il mostro “orribile” dell’ignoranza, dalle mille teste che si moltiplicano per induzione, per quanto sprovveduto, voterà per se stesso. L’antifona, che non elevo al rango di metafora, è chiarissima, vero?!

Correlati