L'arco di Ulisse

21 Marzo Mar 2018 1507 21 marzo 2018

L'incredibile scatto dell'onda tempestosa di Camerota

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Sulla costa cilentana, a sud di Salerno, fu costruito, a partire dal 1566, un imponente sistema difensivo composto da diverse torri, delle quali molte, oggi, in stato di rudere. Quelle ben conservate conferiscono al paesaggio un aspetto particolarmente attraente, costituendo un patrimonio architettonico e storico di grande rilievo. Inizialmente furono costruite le torri a S. Francesco di Agropoli; a Licosa, a Tresino e Capo Licosa di Castellabate; a Marina di Pisciotta, a Caporale, a Capo Palinuro ed infine alla foce del Mingardo.

Successivamente, nel 1568, furono costruite quelle di monte Palinuro e Cannatello a Castellabate, di punta Licosa, della marina di Ogliastro, di capo Pollica, di Casalvelino, della contrada Fiumicello di Pisciotta, di Caprioli, di Maresca, di Calabianca e Falconare nei pressi di Camerota, di Spacco della Pietra e di Arcote a Camerota, di Capitello e di Acciaroli.

Alla fine del secolo XVI rimanevano ancora da ultimare le torri di Scario, del fiume Mingardo, dello Zancale, alcune di Castellabate, di Agropoli e le due di Pisciotta. Nel 1748 il programma difensivo di tutta la costa fu ultimato, tanto che sulle coste del Regno si potevano contare ben 739 torri.

Proprio nelle acque sottostanti a uno di questi magnifici ediifici di guardia e difesa, precisamente nell'immediatezza marina della torre dello Zancale, a Camerota, Giorgio Iannuzzi ha scattato una fotografia che ha del sensazionale: un’onda che rivela il tratteggio di una testa umana, nella sua interezza, dalla fronte al mento. Una sorta di scultura prodotta dal tumulto delle molecole d’acqua di mare, osservabile solo per una frazione di secondo e solo da chi in quel momento fortuitamente ne aveva preso visione, è stata immortalata per sempre dallo scatto provvidenziale del fotografo.

L’onda presenta chiaramente alla sua estremità un volto ben delineato, che richiama perfettamente quello di un cherubino di epoca barocca e neoclassica. Un putto, uno spiritello, o un angelo, quello fotografato in seno all’onda? La tempesta, in questo caso, come forza creatrice della natura, autrice di un bizzarro quanto spettacolare fenomeno simbolico, colto nell’unico momento propizio per offrirne la contemplazione al di là del suo rapido istante.

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