Largo ai vecchi

5 Aprile Apr 2017 1227 05 aprile 2017

Alcuni si domandano che interesse può aver avuto Assad per compiere la strage di Idlib

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Si accalcano all'attenzione di qualsiasi, pur modesto, commentatore politico, ma anche di qualsiasi cittadino, notizie sempre più spaventose che provengono da tutte le parti del mondo e in particolare dal Medio Oriente. L'ultima orribile notizia è quella dei bambini di Idlib uccisi con il gas nervino. Si tratta di una pratica condannata come crimine di guerra da tutti gli stati e che dovrebbe suscitare reazioni non solo verbali da parte del mondo civile. Il dittatore Assad nega di essere stato lui a operare la strage e la logica effettivamente fa pensare che il gesto è contrario agli interessi suoi e dei suoi alleati (Turchia, Russa e Iran) ma i precedenti non sono a lui favorevoli. La Sig.ra Fiamma Nirenstein, brava e simpatica giornalista e nello stesso tempo espressione della linea politica israeliana più oltranzista, accusa il dittatore siriano di essere un nuovo Hitler: Israele in effetti è preoccupata dell'alleanza turco iraniana che rappresenta nei suoi confronti un nemico molto più radicale che non l'Arabia Saudita o, addirittura, l'Isis.

I Russi paiono esser rimasti spiazzati dalle ultime vicende di Idlib. Il portavoce di Trump ha dichiarato che il responsabile è Obama (sic).

Quasi tre quarti della popolazione della Siria è oggi esule, in patria o fuori, e comunque in condizioni di miseria totale. Le stragi si susseguono alle stragi e spesso sono tali da far dimenticare quelle precedenti.

Poiché il mondo occidentale non è in grado di organizzare una “spedizione punitiva” di stile ottocentesco che chiarisca le zone di influenza dei vari stati e, sopratutto, delle varie religioni è necessario continuare le trattative e valersi del ruolo molto ambiguo della Russia che in questo gruppo di stati sembra ancora il paese che può avere qualche sensibilità umana e civile. Dell'Europa è meglio non parlare e la mia personale opinione sull'attività Sig.ra Mogherini è nota ma anche condivisa da molti.

L'Europa durante le guerre di religione nel 500 perse metà della sua popolazione totale e l'Italia che allora ne era l'espressione più importante perse la sua indipendenza. Il Medio Oriente sta vivendo una analoga vicenda aggravata dal fatto che la tecnologia moderna ingigantisce tutti gli aspetti bellici e stragisti. Ovviamente non sono solo le differenze di religione che creano la tragica situazione del Medio Oriente è anche il prezzo del petrolio che solo l'Arabia Saudita riesce a vendere ancora con profitto dopo che gli Stati Uniti hanno raggiungo la loro autonomia. Anche per effetto della crisi economica il prezzo di questo prodotto è notevolmente sceso. Dunque la concorrenza tra sauditi e iraniani (sunniti e sciiti) ha anche risvolti economici e il raccostamento tra gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, alleanza tradizionale nella storia del Medio Oriente, potrebbe creare qualche ragione di stabilità se non fosse che Trump, a danno dei nostri polmoni, vuole aumentare la produzione carbonifera per dare di nuovo lavoro ai minatori. Naturalmente Trump non capisce che le nuove miniere sono tipicamente gestite da robot e di minatori tradizionali ce ne saranno pochi ma bisogna avere pazienza e sperare che i sauditi, sotto il controllo dell'America, la finiscano di alimentare l'estremismo sunnita e cerchino di investire i loro enormi profitti in nuove operazioni economiche.

Questo disastroso quadro internazionale ha un vantaggio: ci fa, per qualche momento, perdere l'occhio dalla nostra situazione interna e dalla nostra storia perché l'Italia è stata il primo paese al mondo a usare i gas contro le popolazioni civili nella guerra del '36 in Africa.

Ogni tanto val la pena ricordarlo.

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