Largo ai vecchi

18 Maggio Mag 2017 1146 18 maggio 2017

Deus dementat quos vult perdere

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George Bernard Shaw diceva che “i boy scout sono dei bambini vestiti da cretini e comandati da cretini vestiti da bambini”. George Bernard Shaw non piacerebbe a Renzi che pare aver una visione mitica del suo passato di scout. Egli rappresenta per molti come me, democratici e liberali, una speranza sia pur larvale, nel futuro del nostro Paese. Peraltro l'eccesso di sicurezza del nostro ex Presidente, il quale ricordiamolo, ha raccolto lui stesso le firme per il fatale referendum del 4 dicembre perché gli oppositori non erano riusciti a farlo, l'ha portato a risultati disastrosi. Anche perché, nella speranza di invertire il risultato con apparizioni continue in tv e ovunque, intestandosi personalmente un progetto che veniva dal Parlamento, ha provocato una sconfitta non per il 3 o 4 % come dicevano i sondaggi ma molto di più generando un caso politico inutile e fastidioso per la ripresa economica del nostro Paese.

A questo punto il Presidente Gentiloni, giudicata da tutti persona per bene, può rappresentare un momento di riflessione e di pausa in attesa dei risultati delle elezioni politiche in Francia, in Inghilterra e in Germania sperando che la ripresa europea trascini con se anche la nostra economia. Si tratta cioè di raffreddare il clima politico, ormai quasi impraticabile, tutto proiettato sugli scandali o sui falsi scandali: il penultimo con il libro del Direttore de Bortoli che attacca la Signora Boschi con due anni di ritardo senza alcun contenuto penalmente rilevante; l'ultimo, il libro del giornalista Lillo, attacca invece direttamente Renzi e suo padre sempre senza alcun contenuto penalmente rilevante. Tutto però impostato su uno scandalismo che non ha nulla a che fare con i problemi gravi e seri di un Paese dove più del 10% della popolazione sarebbe nelle condizioni di povertà e le fabbriche continuano a chiudere o a essere trasferite.

C'è dunque bisogno di un momento di calma durante il quale produrre questa benedetta legge elettorale facendo in modo, nell'ansia di anticipare le elezioni, di non favorire, anche su questo piano, Grillo come si stava facendo collocando il premio di maggioranza al 35%. Percentuale a cui è molto difficile che il PD arrivi mentre è quasi scontato che ci arrivi Grillo: cercando di non provocare l'autodistruzione della maggioranza come si è fatto col referendum. Pare che questa soluzione sia adesso superata da alcune valutazioni di sano realismo che sono state sottoposte a Renzi ma non sarà facile passare le forche caudine di due assemblee formate da gente che vuole essere rieletta e non ha più partito e comunque tende arrivare alla data fatidica in cui meritare la pensione.

Capisco che per Renzi, educato alla scuola attivistica dei boy scout, sia difficile star fermo sopratutto quando si vede chiaramente che dietro al Direttore de Bortoli si delineano, a quanto dicono fonti qualche volta ben informate, le figure di Guzzetti e di Bazoli cioè della vecchia e temibile Democrazia Cristiana delle banche con i suoi canali sotterranei che arrivano sino, non so se sia vero ma così mi dicono, al Sindaco di Milano perché avrebbe sposato una Bazoli. Insomma veleni che sarebbero ancora niente in confronto alla rissa, ormai vecchia di qualche anno, tra le logge massoniche di provincia (vedi v. Arezzo) così come quella molto evidente tra Carabinieri.

Insomma un casino in cui sarebbe da scoraggiarsi completamente se non fosse che le stesse cose stanno avvenendo in Europa e, ahimè, anche in America e i così detti populisti guadagnano spazi dappertutto in una fase delicata di modifica profonda del sistema economico e, di conseguenza, sociale.

Noi non siamo mai stati tra quelli che credono nello Stellone d'Italia ma a questo punto non ci resta molto altro nella speranza che, se non proprio la Ragione, agisca il Buon Senso.

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