Largo ai vecchi

6 Giugno Giu 2017 1055 06 giugno 2017

Carenze affettive e partiti di massa

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Qualche giorno fa sono andato, di nascosto dalla mia famiglia, a bermi un buon aperitivo, very strong, in un posto qui vicino a me. Stavo bevendo quando qualcosa, non di viscido né peloso, mi ha toccato il braccio sinistro: c'è voluto un po, tra domande e spiegazioni, per capire che si trattava di un'iguana domestica. Era tenuta con un piccolo guinzaglio da un giovanetto che mi ha dato tutte le assicurazioni circa la bontà di carattere dell'animale peraltro assai poco espansivo salvo quando con la lunghissima lingua era venuto a prendermi una patatina dal piatto.

Anche l'iguana, animale pervenutici direttamente dalla preistoria, può essere un animale domestico come i cani e i gatti ma anche i conigli, i canarini, i merli indiani ecc. che frequentano le nostre case. Si tratta come dice qualcuno di una carenza affettiva? Se lo è, è molto diffusa perché un recente sondaggio di Arnaldo Ferrari Nasi ha stabilito che il 54% degli italiani è favorevole agli animali e ha un buon rapporto con loro. Questo sentimento, come già i giornali hanno notato, è stato immediatamente percepito da Silvio Berlusconi il quale si è fatto fotografare a Pasqua con in braccio agnellini (la stessa cosa avveniva per Maria Antonietta di Francia naturalmente non in fotografia) e ha vantato la sua piccola muta di barboncini nani tutti bianchi tranne uno nero che sembrerebbe il più autoritario del gruppo.

L'intuizione di Berlusconi era stata preceduta largamente nel tempo da quella dell'Onorevole Michela Vittoria Brambilla che non è Bismarck e forse non ha neanche approfondito la lettura di Max Weber ma ha capito che molta parte degli italiani ama gli animali e che il fenomeno tende ad allargarsi in ragione della disaggregazione delle famiglie e della strumentalità di molte amicizie. Da qui l'idea di un partito animalista.

Non è una cattiva idea malgrado la quota minima del 5% nelle nuove leggi elettorali ma dev'essere trattata con grande delicatezza perché se solo si capisce, e la visione del Cavalier Berlusconi la fa capire molto bene, che questo sentimento tenero e diffuso viene politicamente strumentalizzato la contrazione dei voti, sempre secondo i sondaggi, si collocherebbe intorno al 2%: cioè non bisogna assolutamente fare un collegamento animalismo e politica perché le due cose non si compatiscono e la diffidenza degli elettori su questo piano è superiore ai loro sentimenti.

Se potessi dare qualche consiglio, sulla base di esperienza non di competenza, direi però che la struttura di interessi sulla quale bisogna far leva per costruire un consenso di opinione comincia ad esistere: in Italia ci sono circa 30,000 veterinari di cui la metà sono veterinari per piccoli animali. E' possibile calcolare che poco meno della metà di questi, cioè circa 7-8.000 siano invece negozi di toelettatura. Il numero di giovani dog sitter è molto difficile da calcolare ma nelle grandi città sono numerosi e appassionati (nel sondaggio di cui parliamo il 20% degli appassionati è sotto i 35 anni). Ci sono poi gli allevatori di cani e di gatti, i collegi dove vengono messi quando i padroni devono partire, gli addestratori ecc. Infine ci sono le società, alcune grandi multinazionali, che producono cibi per animali e sono pronte, credo con entusiasmo, a dare contributi finanziari per incoraggiare il movimento. Questa è la base strutturale che poi agisce sulla più grande area degli “animalisti”. Per organizzarla bisogna fare quello che ha fatto Grillo cioè prendere e pagare una società di informatica che organizzi gli elenchi, mandi messaggi, foto e quant'altro serve per alimentare la fiamma di coloro che agiscono nel centro di questo possibile movimento. Fiamma che dovrebbe poi trasmettersi a quella parte significativa dell'opinione pubblica che concorda con gli obiettivi.

La raccomandazione che si può fare è ancora quella che il movimento deve essere il più autonomo possibile lontano da ogni strumentalità politica: bisogna cancellare le foto di Berlusconi con i suoi barboncini. La stessa Brambilla deve assumere un atteggiamento asettico perlomeno fino alle elezioni. Dopo le elezioni con un sistema proporzionale, come si sa, ognuno diventa libero di fare quello che vuole e del resto gli animalisti seguono assai poco la politica politicante e sono più interessati alle vicende specifiche dei rapporti con gli animali. Gli animalisti che sono politicamente tolleranti, forse più degli stessi grillini, seguiranno docili e commossi tutti coloro che li aiuteranno a mettere ordine nella grande confusione nella vita degli animali domestici. Per finire anche gli animalisti come me sono domestici (gentleman people).

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